foto: Aurelia_Perini

Virus zika: fa davvero paura? Una testimonianza dal Brasile

La testimonianza di Aurelia Perini, medico di base che esercita a Bologna, appena rientrata da un soggiorno di tre settimane in Brasile: un racconto che ben inquadra come la popolazione e le istituzioni stiano vivendo "l'emergenza virus zika"

Non è ancora accertata la stretta correlazione fra virus zika e aumento dei casi di microcefalia nei neonati in Brasile: secondo fonti governative brasiliane sarebbero oltre 5079 i casi sospetti, di cui 462 confermati, 765 esclusi e 3.852 ancora sotto indagine, ma sul legame fra virus e malformazioni congenite nei neonati ci sono ancora dubbi. In Italia al momento sono stati registrati una decina di casi di contagio, e la situazione non desta alcun tipo di allarme.
Aurelia Perini, medico di base e geriatra, che esercita a Bologna, nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, è rientrata dal Brasile qualche giorno fa, dopo un soggiorno di tre settimane per motivi personali e professionali: le abbiamo quindi chiesto di raccontarci quale situazione ha trovato nel paese, quali sono i timori della gente e delle autorità sanitarie e se questa vicenda stia cambiandio le abitudini quotidiane dei brasiliani.

Dott.ssa Perini, che situazione ha trovato in Brasile? Quali le preoccupazioni della gente rispetto al virus zika?
"Sono rientrata dal Brasile il 6 di febbraio dopo un soggiorno di tre settimane, nella città di Curitiba, dove ho molti cari amici e dove nel 1999 ho trascorso sei mesi come "Medica Visitante" presso il reparto di Medicina della struttura Universitaria "Hospital das Clinicas" e presso l'Ospedale pediatrico "Pequeno Principe". Quando torno in Brasile (per me questa è stata la tredicesima volta!) la mia permanenza là non ha i connotati tipici della turista, perché abito in un appartamento con un amico, vado a fare la spesa al supermercato, mi faccio da mangiare (quando non sono invitata da altri!), ascolto la televisione e la radio, vado a prendere i miei amici all'uscita dal lavoro... Insomma, si può dire che, quando sono là, vivo da brasiliana, integrata in una città, fra persone di ceto, direi "medio", ossia che lavorano tutto il giorno come professionisti, potendosi permettere un discreto tenore di vita senza smettere di amministrare con attenzione le entrate per non andare in rosso sul conto corrente. La preoccupazione più forte che tutti mi hanno manifestato è stata quella di un progressivo e rapido impoverimento del paese, una crisi economica che sta velocemente provocando la chiusura di fabbriche e negozi, sempre più disoccupati, aumento delle persone che vivono in strada con conseguente aumento di furti, atti di violenza, scippi, sequestri "lampo": ti minacciano con un'arma, ti costringono a prelevare al bancomat, ti portano via cellulare, orologio, scarpe e vestiti, se sono di valore, e poi, se non li hai fatti innervosire, ti lasciano tornare a casa. Il tutto in 10-15 minuti. Ho due amici a cui è personalmente successo. Inoltre sta montando una rabbia feroce contro politici ed amministratori, quasi tutti o già in carcere o sotto processo per aver rubato soldi pubblici... Come qua da noi, solo che qui qualcosa funziona, là non funziona nien
te, salute, scuola, strade, e in proporzione, più grande essendo il paese, hanno rubato molto, ma molto di più.
 Con queste angosce e preoccupazioni per il futuro, lo Zika-virus, come là è chiamato, passa in second'ordine, almeno fra la gente comune. Tutti usano il repellente quando escono, molti hanno messo le zanzariere alle finestre, insomma prendono i provvedimenti del caso, ma senza "nevrosi": nessuno ha rinunciato ad esempio a partecipare al carnevale".

I media come divulgano l'argomento?
"La televisione ne parla almeno 15-20 minuti in tutti i notiziari, tutti i giorni: il livello di allerta sanitario è massimo, soprattutto nel nordest, dove si sono avuti più casi, al punto che là è stato impiegato anche l'esercito per visitare tutte le abitazioni, dando materiale informativo e verificando le situazioni sanitarie, casa per casa. Questo almeno è quello che il telegiornale dice e mostra.

Cosa preoccupa maggiormente?
"La preoccupazione vera è per le donne in gravidanza che contraendo l'infezione, potrebbero avere figli microcefalici, con esiti cerebrali permanenti. Il sistema di salute SUS brasiliano sta contattando e monitorando soprattutto le gravide, dando loro istruzioni e regalando il repellente per gli insetti.
La mia impressione è che, a differenza di altre epidemie o endemie con cui il Brasile convive da sempre, e di cui noi manco veniamo a sapere qui in Europa, questa sia stata presa molto sul serio perché il governo brasiliano vuole rassicurare il mondo intero che sta facendo il massimo possibile per "bonificare" il Paese sede dei Giochi Olimpici ormai alle porte. Un fallimento del turismo atteso e della partecipazione dei vari paesi sarebbe un'ulteriore spallata al sistema economico già profondamente in crisi".

Lei si è tutelata in qualche modo contro il virus ? Ha dovuto seguire una specifica profilassi in uscita dal Brasile o al suo rientro in Italia?
"Io nella mia permanenza ho fatto come i miei amici: ho usato il repellente e basta. Anche perché ormai non corro il rischio di contrarre la malattia in gravidanza..! La malattia, di per sé, è poco più di un influenza, con rapido aumento della temperatura fino a 39°C o più, della durata di qualche giorno. Quando si va in paesi tropicali le malattie che si possono prendere con le punture di insetti sono tante. Bisogna sempre tenere presente però dove si va: una cosa è il Nordest del Brasile, da sempre povero e affamato, altra cosa è Curitiba o il Sud del Paese, ricco e industrializzato. Un conto è abitare in una favela, altra cosa è avere una stanza con l'aria condizionata in un hotel di Rio de Janeiro...".

Dott.ssa Perini lei è appena rientrata da un paese molto a rischio: è prevista una sorta di periodo di "quarantena" a tutela dei suoi pazienti?

"Alla partenza da Sào Paulo per Lisboa, nel ritorno, dopo un avviso del Comandante, hanno spruzzato dell'insetticida nell'aereo. Va bene, ma... lo faranno anche nei cargo di frutta o di altri generi alimentari, che sicuramente possono avere più insetti del mio bagaglio a mano?? Mi ha fatto pensare... e sorridere..!"

Dott.ssa lei è medico di base, quindi vede tanti pazienti ogni giorno. Le è già capitato che i suoi pazienti chiedessero informazioni sul virus zika o che temessero di essere contagiati?
"Nessuno dei miei pazienti mi ha evitato (magari!) perché tornavo dal Brasile o mi ha fatto domande: io sto bene e forse, a questo punto, è più facile che loro mi attacchino l'influenza che è scoppiata in Italia mentre io ero via!"

Partrizia Calzolari