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LAGO D'IDRO: INTERVENTO PREVENTIVO DI SICUREZZA
Il territorio intorno al Lago d'Idro presenta uno smottamento attivo che rischia di ostruire i canali di scarico del lago nel caso di abbondanti precipitazioni. Se ciò dovesse accadere si rischierebbe la tracimazione del lago. Per questo è stato finanziato un intervento di messa in sicurezza del lago.
Mercoledi 1 Febbraio 2012 - DAL TERRITORIO
Il Lago d'Idro è situato nelle Prealpi Orobiche Bresciane, all'estremità sud-orientale della Provincia di Brescia.
La Regione Lombardia ha stanziato in favore dei comuni circostanti il Lago 50 milioni di euro per la messa in sicurezza dello stesso, per la realizzazione cioè di un intervento preventivo di protezione civile. Ciò è avvenuto perché il fiume Chiesa, che è principale immissario ed emissario del lago, vede un fenomeno franoso attivo sulla propria sponda sinistra.

La massa di terra franosa è in lento scivolamento verso valle, e il rischio a cui sono esposti i paesi circostanti è che, con una eventuale precipitazione a carattere piovoso molto intensa e prolungata, il movimento franoso possa precipitare ostruendo sia il tratto di emissione del fiume Chiesa, sia gli organi di scarico e di regolazione artificiali del livello dell'acqua attualmente presenti, ossia la Galleria degli Agricoltori (canale di scarico dell'acqua in eccesso e di regolazione del livello della stessa) e la Traversa di sbarramento (una sorta di diga costruita per regolare il livello dell'acqua per la gestione degli acquedotti da essa derivanti).
Se questi canali dovessero ostruirsi il lago vedrebbe crescere il proprio livello con il forte rischio di esondazione fino alla possibilità di sommersione di vaste aree abitate nei comuni limitrofi d Idro, Anfo, Bondone Bagolino. Insieme all'acqua poi si riverserebbero a valle altri materiali che avrebbero effetti devastanti sul territorio.

Questo è il motivo principale per cui si lavorerà al fine di mettere in sicurezza la zona, ma oltre a ciò si rileva anche il fatto che sia la Galleria degli Agricoltori, sia la Traversa di sbarramento sono opere non sicure, e anzi vanno comunque potenziate perché garantiscano la tutela per cui sono state costruite.
L´attuale Galleria degli Agricoltori infatti presenta alti rischi di crollo a causa della pressione e delle infiltrazioni d´acqua che ne compromettono seriamente la staticità.


Gli interventi che si vogliono attuare per mettere in sicurezza il lago sono i seguenti:
- Realizzazione di una nuova galleria di scarico che riversi l'acqua in eccesso oltre la zona franosa
- Realizzazione di una nuova traversa di sbarramento del lago
- Opere di dismissione e messa in sicurezza delle infrastrutture idrauliche preesistenti, anch'esse poco sicure.

L´assessore regionale al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti ha affermato che sarà "un intervento di protezione civile preventivo necessario per evitare il rischio che, in caso di piena, i paesi rivieraschi vengano esondati, nonché quello che una tracimazione del lago possa portare a un eventuale smottamento della paleo frana da tempo sotto osservazione".



Redazione/sm









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COMMENTI [2] [+] AGGIUNGI UN COMMENTO
Elena Bini - Giovedi 2 Febbraio 2012
Riscontro in questo articolo alcune inesattezze che non mi aiutano purtroppo ad avere la sensazione che si stia tutelando la "sicurezza del territorio in cui vivo".

A parte piccoli ma importanti dettagli come la FOTO (che fa pensare ad un lago artificiale e non ad un lago NATURALE di origine glaciale) e il fiume ChiesA (2 volte), si legge di "una traversa di sbarramento per la gestione degli ACQUEDOTTI".

Acquedotti??? Perché non si può scrivere che la traversa, insieme alla galleria degli "agricoltori" e alla galleria "Enel" (di cui non c'è traccia nell'articolo) servono a gestire lo SFRUTTAMENTO IRRIGUO ed IDROELETTRICO delle acque del Lago d'Idro? Che male c'è?
Non è forse la verità che dal 1917 al 1987 le acque del lago d'Idro sono state sfruttate con una regola di 7 metri di escursione e - dopo 15 anni di sperimentazione - dal 2002 in poi per 3,25 metri secondo un codice di AUTOregolamentazione degli utilizzatori in attesa della Nuova Regola?
In realtà va precisato che a tutt'oggi i 3,25 m non sono pienamente realizzabili perchè la stabilità della galleria degli agricoltori ha risentito del San Giovanni Bianco in cui è stata scavata e i tecnici non sono stati in grado di metterla in sicurezza. Quindi si è pensato di farne un'altra per ottenere i 3,25 m.

Ma non è più corretto definire SUBITO una nuova regola CONDIVISA e DOPO dimensionare le nuove opere? Qui sul lago la chiediamo da ben 25 anni. Quando arriverà?
Forse dopo che lo Stato avrà speso almeno 60 milioni di Euro per opere PUBBLICHE motivate da "urgente messa in sicurezza"?
Ricordo che il progetto per le nuove opere prevede che esse DEBBANO GARANTIRE il rispetto del Regolamento transitorio di Gestione 2002 che consente un'escursione di 3,25m. E se la nuova Regola dovesse prevedere POI un'escursione minore di 3,25m come in tutti gli altri laghi naturali regolati prealpini? Avremmo buttato via soldi pubblici e danneggiato irrimediabilmente gli ecosistemi di un lago e di un fiume!
Non è più logico pensarci prima?

Inoltre si legge nell'articolo: le opere servono perchè lo SMOTTAMENTO rischia di far Tracimare il lago (introduzione), mentre a seguire si legge che la TRACIMAZIONE del lago rischia di causare uno Smottamento della paleo frana (finale dell'articolo). Sono queste le dichiarazioni che ci devono far sentire "più sicuri"??

Nell'articolo invece non si trovano cenni al fatto che:
- la galleria degli agricoltori rimarrà un pericoloso buco abbandonato al destino di chi ci vive sopra;
- parallela ad essa verrà costruita una terza galleria in pericoloso San Giovanni Bianco (lo stesso che crea problemi alla galleria dichiarata "non sicura");
- la paleo frana NON verrà messa in sicurezza e ai suoi piedi scorre anche la strada Milano-Campiglio;
- con la nuova traversa il letto del fiume Chiese ed il livello minimo del lago verranno abbassati "SENZA alcuna relazione con la messa in sicurezza", ma ancora "per garantire il rispetto del Regolamento di Gestione 2002" di cui sopra. Ancora: per garantire un regolamento TRANSITORIO non abbiamo dubbi a spendere denaro pubblico e a provocare un enorme danno ambientale.

La comunità locale attende risposte in merito da chi di competenza.

E non si dica ancora - per evitare risposte di merito - che i lacustri ambientalisti non vogliono collaborare con le necessità irrigue ed idroelettriche.
Noi chiediamo da sempre RISPETTO RECIPROCO ed EQUILIBRIO NEI SACRIFICI.

Elena Bini
vicepresidente AmiciDellaTerra-club di Lago d'Idro e Valle Sabbia
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Maurizio - Mercoledi 1 Febbraio 2012
La foto riguarda il lago di Valvestino
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