A Vigarano Mainarda questa sera si parla di Protezione civile. Intervista al sindaco Barbara Paron

C'è grande attesa per l'incontro di questa sera "La Protezione Civile: dalla nascita ai giorni nostri ... verso gli stati generali del volontariato" organizzato a Vigarano Mainarda (FE) in occasione delle celebrazioni del quinto anniversario del sisma emiliano. "Non sarà soltanto una serata celebrativa - ci dice il sindaco Barbara Paron nell'intervista che segue - ma un momento di approfondimento, di sensibilizzazione e di divulgazione "

"La Protezione Civile: dalla nascita ai giorni nostri ... verso gli stati generali del volontariato" è il titolo del convegno che si svolgerà questa sera a partire dalle 21 a Vigarano Mainarda (FE). L'iniziativa rientra fra quelle organizzate per celebrare il quinto anniversario del sisma che colpì l'Emilia nel maggio 2012 e Vigarano fu uno dei comuni del ferrarese maggiormente colpiti da quell'evento.

Una serata totalmente dedicata alla Protezione civile e ai cittadini, che vedrà la presenza dei rappresentati di molteplici strutture del sistema, dal Dipartimento nazionale della Protezione civile con Roberto Giarola, dirigente uff. volontariato, all'Anci con Marco Iachetta, responsabile ProCiv ANCI Emilia-Romagna,  alle istituzioni locali, dal sindaco Barbara Paron e l'assessore al Volontariato Alessandro Berselli. La regione sarà rappresentata dall'assessore alla Protezione Civile Paola Gazzolo e il volontariato da Roberto Guerra, presidente Associazione Volontariato Protezione Civile Vigarano. Attesissima la presenza dell'on. Giuseppe Zamberletti, considerato a buon diritto il padre della moderna protezione civile. I lavori saranno moderati da  Luca Calzolari, direttore del nostro giornale. Il convegno si terrà presso il Palavigarano.
E, in attesa dell'incontro, abbiamo chiesto qualche anticipazione e commento a
Barbara Paron, sindaco di Vigarano:

Sindaco Paron, quale sarà il filo conduttore del convegno?

"Buongiorno a lei e a tutti i lettori e grazie per avermi concesso questa intervista. Il filo conduttore del convegno sarà coerente con il titolo che abbiamo voluto dare all'iniziativa, ovvero una disamina di quella che è stata la storia della protezione civile, dalla sua nascita ad oggi, per poi passare ad una serie di riflessioni sull'evoluzione della normativa inerente il sistema e sulle prospettive future".

Cosa vi aspettate da una serata come questa?
"Non sarà soltanto una serata celebrativa in ricordo degli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, ma vuole essere un momento di approfondimento, di sensibilizzazione e ovviamente di divulgazione di informazioni importanti oltre che di buone pratiche".

Il sindaco è la prima autorità di protezione civile del territorio
 che amministra: una grande responsabilità che va esplicata sia in tempo
 di quiete sia in emergenza:
 quali sono stati per Lei i momenti più duri di questo suo ruolo e
 quali le soddisfazioni maggiori?

"Le difficoltà più grandi si manifestano quando, oltre alla complessità dei problemi, si aggiunge la loro imprevedibilità. Purtroppo viviamo in un territorio estremamente fragile, sottoposto a cambiamenti strutturali, climatici. Per quanto oggi si sia deciso di cambiare tendenza attuando politiche rispettose dell'ambiente e votate alla riduzione del consumo del suolo, paghiamo comunque lo scotto dei decenni passati durante i quali si è messo in secondo piano il rispetto del territorio e della sua natura per dare priorità ad altri obiettivi.
Le soddisfazioni maggiori le riscontro ogni volta che le Istituzioni, lavorando insieme, riescono a garantire la sicurezza dei nostri cittadini, malgrado la difficile situazione contingente; si è particolarmente soddisfatti quando questi risultati sono frutto di un lavoro collettivo, fortemente condiviso e ben coordinato".

Cosa può fare concretamente un sindaco per aumentare la resilienza del sistema e della cittadinanza?
"Come dicevo poco fa, è importantissimo creare una rete di relazioni molto potente che abbracci tutte le varie realtà del territorio. Ovviamente tutto parte delle istituzioni e dagli enti preposti alla protezione e alla sicurezza dei cittadini e si estende in primo luogo all'associazionismo. Sappiamo che la Protezione civile, in particolare, rappresenta uno dei primi anelli di questa catena virtuosa. Ovviamente dobbiamo molta gratitudine alle istituzioni scolastiche, luogo in cui si formano i futuri cittadini e nel quale si può facilmente veicolare le importanti informazioni necessarie a mantenere l'incolumità delle persone e dei luoghi, arrivando direttamente a casa delle famiglie".



Sindaco, i suoi cittadini conoscono il piano comunale di protezione
civile?
"Moltissimi cittadini lo conoscono, grazie ai progetti di diffusione di questo importante strumento di prevenzione portati avanti dall'Amministrazione comunale, dalla polizia municipale in collaborazione costante e continua con i volontari della protezione civile".

Tornando alle scuole, quanto ritiene sia importante la diffusione della cultura della
 prevenzione e della conoscenza dei rischi naturali in età scolare? Il
 vostro comune organizza iniziative in questo senso?
"Proprio in questi giorni si sta svolgendo, all'interno di tutte le scuole presenti sul territorio, statali e paritarie, il progetto sulla sicurezza. Viene tenuto dalla Polizia municipale in collaborazione con i volontari della protezione civile e quest'anno verte sull'attualizzazione del piano di protezione civile. Il documento viene approfondito, discusso usando un linguaggio idoneo all'età dei ragazzi e poi materialmente distribuito a tutti gli alunni".



Tornando al convegno di questa sera, si parlerà degli stati generali del
 volontariato di protezione civile della regione Emilia Romagna, che il
 27 maggio vedranno l'evento conclusivo di un percorso partecipato
 durato circa sei mesi. Come giudica questo percorso e questo approccio?
"Approfitto di questa domanda per ribadire con forza la mia convinzione, misurata sul campo e confermata con la difficile esperienza del sisma 2012. Sia le calamità naturali che i problemi minori che affrontiamo nella quotidianità si gestiscono bene solo se c'è un approccio collettivo e coordinato. Serve la collaborazione di tutti in primo luogo per maturare la consapevolezza dell'importanza della prevenzione, come buona pratica fondamentale e imprescindibile. Qualora la prevenzione non sia sufficiente serve uno sforzo collegiale e ordinato per affrontare le criticità e minimizzare i danni. Ciò può accadere solo esiste una coscienza collettiva basata su valori di solidarietà, sussidiarietà, valorizzazione del bene comune".

Quali sono secondo Lei, in linea di massima, i punti principali 
dell'attuale legge regionale 1/2005 sulla protezione civile che 
andrebbero modificati e perché?
"Questa è una domanda molto importante e complessa la cui risposta verrà affrontata nel convegno di stasera ed è questo il motivo per cui spero che ci sia un'adeguata partecipazione all'evento. Posso solo fare un accenno ad una questione che ritengo fondamentale e che spesso passa sotto traccia, riguarda la psicologia dell'emergenza. Le calamità naturali provocano danni fisici, strutturali ma anche psicologici. Questi ultimi vengono spesso trascurati o messi semplicemente in secondo piano. A mio avviso bisognerebbe potenziare anche questo tipo di aiuto avvalendosi dei tanti volontari specializzati in questo settore che sono pronti e attendono di essere maggiormente coinvolti".

patrizia calzolari