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Per la prima volta, la temperatura dell'Antartide ha superato i 20 gradi

Il dato è stato registrato lo scorso 9 febbraio in Antartide nella base di Marambio, nelle isole Seymour. Si tratta dell'estate australe più calda di sempre

In Antartide la temperatura ha toccato quota 20.75 gradi centigradi (68.5 gradi fahreneit). Un livello mai raggiunto prima. Il dato è stato registrato lo scorso 9 febbraio nella base di Marambio, nelle isole Seymour. Un record che suscita timori di instabilità climatica nell’area ghiacciata più grande del mondo, nota il Guardian. 

La temperatura raggiunta rappresenta l’apice di un’estate australe tra le più calde di sempre. Infatti, già lo scorso 6 febbraio, una stazione di ricerca argentina ad Esperanza aveva misurato la temperatura di 18,3 gradi centigradi. Allo stesso tempo, tutte le temperature registrate dovranno essere confermate dall’organizzazione meteorologica mondiale ma sono coerenti con una tendenza che interessa tutta la penisola e le isole vicine. Infatti, l’area si è riscaldata di quasi tre gradi dall’era preindustriale. Un tasso tra i più veloci del pianeta. 

Nella base di Marambio lavora un gruppo di scienziati brasiliani che hanno registrato la temperatura record. "In molti dei siti che stiamo monitorando, stiamo assistendo alla tendenza al riscaldamento, ma non abbiamo mai visto nulla di simile", ha affermato al Guardian Carlos Schaefer: l’uomo lavora su Terrantar, un progetto del governo brasiliano che monitora l'impatto dei cambiamenti climatici sul permafrost. Per lo stesso Schaefer, uno scenario di questo tipo deve essere monitorato con attenzione, proprio perché potrebbe anticipare gli sviluppi del prossimo futuro.

In generale, nell’area la temperatura è stata irregolare negli ultimi vent’anni. Secondo gli stessi scienziati, la causa potrebbe essere proprio il riscaldamento delle acque dell'Oceano Pacifico, Centro-Meridionale e Orientale. In poche parole, il fenomeno climatico El Niño.  “Abbiamo cambiamenti climatici nell'atmosfera che sono strettamente correlati ai cambiamenti nel permafrost e nell'oceano”, continua Schaefer.

Gli effetti di questo fenomeno climatico si possono riscontrare in tutta la penisola dell’Antartide. Un regione che può contenere circa il 70% dell’acqua dolce nel mondo, sotto forma di neve e ghiaccio. In caso di scioglimento totale, il livello del mare potrebbe salire di circa 50 o 60 metri. Si tratta però di un scenario ancora molto lontano nel tempo. Secondo gli scienziati, gli oceani saranno più alti di almeno 110 centimetri entro la fine di questo secolo. Ovviamente, solo se l’uomo non riuscirà a ridurre le emissioni o a preservare le calotte glaciali.

Al momento però, i ghiacciai nella penisola si stanno ritirando in maniera molto visibile. Ad esempio, a Discovery Bay la calotta si è ristretta di oltre 100 metri. Allo stesso tempo, la fusione dei ghiacci in estate è un fenomeno comune ma più evidente negli ultimi anni.  Tutto questo con effetti sugli animali che vivono da quelle parti. Ad esempio, le colonie dei pinguini sottogola sono diminuite del 50%

Red/mt
(Fonte: Guardian)