(Immagine dell'intervento congiunto tra Cnsas e Guardia Costiera allo Zingaro (TP), in Sicilia)

Soccorso Alpino, gli interventi del finesettimana

Molti degli interventi sono considerabili di "routine", almeno per quanto riguarda il periodo estivo

Molti gli interventi del Soccorso Alpino anche in questo finesettimana. Tra sabato e domenica, da Nord a Sud, fino alle isole, i tecnici Cnsas sono intervenuti in tutta Italia.

Soltanto per la stazione di Cave del Predil, in Friuli Venezia Giulia, i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico hanno effettuato tre interventi nel weekend: due nella giornata di sabato e uno domenica. In questo caso si è trattato di operazioni quasi di "routine" per il periodo estivo: dal 1 giugno al 30 settembre, infatti, l'impegno dei tecnici volontari del CNSAS va per tutte le stazioni alpine ben oltre l'ordinario. Sabato 20 luglio il tecnico del CNSAS presente presso il Rifugio di Brazzà è riuscito a raggiungere in soli 25 minuti di cammino una escursionista slovena sulla Cima di Terrarossa, precedendo l'elicottero e prestandole le prime cure: la donna si era fratturata una spalla, ed è stata affidata al team dell'elisoccorso giunto poco dopo. Sabato c'è stato anche un intervento per una frattura a una gamba in Val Saisera sul sentiero 611, che dal Rifugio Grego conduce alla Cappella Florit, e infine domenica sul Monte Lussari, dove, presso le strutture di ristorazione in quota, sono presenti in tutto tre tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico, è stata soccorsa e trasportata alla cabinovia una persona colta da malore.

Domenica 21 luglio, sempre in Friuli Venezia Giulia, una donna di San Giovanni al Natisone (UD), O. (Nome) D. L. (COGNOME),del 1969 è stata tratta in salvo intorno alle 16 dai tecnici della stazione di Moggio Udinese del Soccorso alpino e speleologico e dall'elicottero della Protezione Civile. L'escursionista aveva smarrito il sentiero a causa delle numerose piante abbattute lo scorso autunno dalla tempesta Vaia, portandosi in una zona impervia e perdendo completamente l'orientamento, ritrovandosi sul Monte Forcella, nei pressi dell'omonimo bivacco seguendo il sentiero CAI 415 che parte dal parcheggio in località Favarines. Dai pressi del bivacco aveva poi deciso di proseguire per la cima del Monte Amariana ma, a causa delle piante schiantate al suolo, ha dovuto perdere un po' quota, dapprima lungo un canale, in seguito in obliquo lungo il versante Nord-Est del monte, giungendo al costone Cuesta Latte circa a quota 1000 di altitudine. A quel punto si è trovata in difficoltà, non riuscendo più a capire dove si trovava. Fortunatamente il suo cellulare è riuscito ad agganciare la rete per chiamare il NUE112 – nonostante la zona sia quasi del tutto priva di segnale - e i soccorritori sono riusciti a individuare le sue coordinate con il sistema di georeferenziazione SMS Locator tramite la centrale di Torino. A quel punto l'elicottero della Protezione Civile si è recato sul target e, con una ulteriore chiamata, dato che il fitto degli alberi non consentiva di vederla dall'alto, i tecnici sono stati sbarcati nei pressi del torrente Variola, raggiungendola a piedi e conducendola con il velivolo incolume a valle. L'intervento è stato eseguito con una decina di soccorritori del Soccorso alpino e della Guardia di Finanza di Tolmezzo.

Domenica 21 la stazione di Trieste del Soccorso Alpino e speleologico ha recuperato intorno alle 18 un diciassettenne di Trieste in Val Rosandra. Il ragazzo si era tuffato nel torrente omonimo impattando con la testa su un masso e procurandosi una ferita al capo e un forte trauma cranico. L'incidente è avvenuto tra il Rifugio Premuda e la cascata in prossimità della chiesetta, in un sito ricco di pozze e frequentato dai giovani. Raggiunto dai tecnici del soccorso e dal personale medico dell'ambulanza, il ragazzo è stato stabilizzato sul posto, sistemato sulla barella spinale e poi sulla portantina. Per non percorrere tutto il torrente in discesa si è deciso di trasportarlo per un tratto in salita fino alla strada soprastante e per questo si è reso necessario assicurare la portantina e i tecnici con le corde di sicurezza. Il ragazzo è rimasto sempre cosciente ed è stato trasportato all'ospedale di Cattinara. All'intervento, scattato intorno alle 16, hanno preso parte una decina di tecnici. Anche i Vigili del Fuoco sono intervenuti nel recupero per aiutare la risalita nell'ultimo tratto.

In Veneto, sabato 20 luglio, erano passate da poco le 14 quando la Centrale operativa del Suem di Vicenza ha allertato il Soccorso alpino di Schio per un incidente avvenuto sul penultimo tiro della Via Soldà sul Pilastro del Baffelan. Il Soccorso Alpino in questo caso si è trovato a fronteggiare una situazione davvero compressa: ormai quasi alla fine, all'altezza della sosta che incrocia la Via Verona unendosi a questa nell'ultimo tiro, seconda di cordata, un'alpinista, che si trovava spostata rispetto alla verticale, è scivolata. La sua caduta ha dato origine a un pendolo sulla corda, che l'ha portata a sbattere sulla roccia con testa e fianco. Il compagno, dopo essere riuscito a sollevarla fino alla sosta, ha quindi lanciato l'allarme. Poiché la nebbia ne impediva l'avvicinamento, l'elicottero di Verona emergenza ha imbarcato le squadre - 9 soccorritori di Schio e 3 di Recoaro-Valdagno giunti in supporto alle operazioni - e in tre rotazioni li ha sbarcati in hovering al Passo del Baffelan. Saliti da dietro sulla normale fino alla cima e poi raggiunta la sosta, i soccorritori si sono calati fino a circa 1.800 metri di quota dall'infortunata, A.M.E., 46 anni, di Arco (TN), che aveva riportato diverse contusioni e un taglio sul gomito; i soccorritori le hanno quindi prestato le prime cure e la hanno imbarellata, per procedere a una calata di 250 metri con corda statica fino al sottostante sentiero. Da lì la barella è stata trasportarla a spalla alla strada e affidata all'ambulanza di Valdagno.

Il 21 luglio, invece, al rientro da una cavità in esplorazione non distante da località Crosetta in Cansiglio (PN), uno speleologo sessantenne di Mestre (VE) si è trovato in difficoltà. Al momento di passare con altri due compagni una strettoia verticale, nonostante all'andata non ci fossero stati problemi, al ritorno, probabilmente a causa dell'accumulo di detriti caduti dall'alto, l'uomo, che transitava da ultimo non distante ormai dall'uscita, non era più riuscito a salire attraverso la fessura parzialmente ostruita. Scattato l'allarme attorno a mezzogiorno e mezza, sul posto si sono portate le squadre della VI Delegazione speleologica del Veneto, Stazioni speleo Veneto Orientale e Vicenza. I soccorritori, arrivati a una decina di metri di profondità, hanno liberato dal materiale la strettoia e, dopo aver assicurato lo speleologo, lo hanno sollevato da fuori verso l'alto con un paranco. Pronto a intervenire in supporto alle operazioni anche il Soccorso alpino dell'Alpago e delle Prealpi Trevigiane.  

In Emilia Romagna, nel pomeriggio di domenica 21 luglio i tecnici del Soccorso Alpino dell'Appennino piacentino sono stati chiamati ad intervenire sulla Pietra Parcellara, elevazione rocciosa nel comune di Bobbio (PC). Un escursionista trentatreenne, residente in provincia di Pavia, aveva infatti intrapreso un sentiero in solitaria lungo i fianchi dell'elevazione: sprovvisto di acqua e di abbigliamento adeguato all'escursione, l'uomo ha accusato un lieve malore, probabilmente dovuto al forte caldo e alla disidratazione, non riuscendo a proseguire. Ha così contattato telefonicamente la Centrale Operativa del 118, che ha prontamente inviato sul posto i tecnici del Soccorso Alpino, l'ambulanza di Bobbio ed Elipavullo. I tecnici territoriali hanno rintracciato l'uomo, indirizzando sul punto esatto l'elisoccorso. Il velivolo ha quindi sbarcato un tecnico, che ha provveduto al recupero dell'uomo con il verricello, atterrando poi a valle dell'elevazione. Dopo essere stato visitato dai sanitari, l'uomo è stato dimesso ed è tornato al proprio mezzo di trasporto.

Incidente mortale invece in Abruzzo, nella notte tra 20 e 21 luglio, quando i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo sono intervenuti in località Cinno, nell'aquilano, in una zona impervia compresa tra Cascina e Antrodoco, per soccorrere una ragazza di 23 anni residente a L’Aquila, rimasta schiacciata da un fuoristrada a seguito del ribaltamento della vettura. Intubata e rianimata dal medico del Soccorso Alpino per circa un’ora, per la ragazza, volontaria della Croce Rossa Italiana, non c’è stato nulla da fare. A lanciare l’allarme al 118 è stato un amico della vittima, in macchina con lei ma probabilmente sbalzato fuori dall’auto nel momento stesso dell’incidente. Il ragazzo, residente ad Antrodoco, è stato portato in ambulanza all’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Domenica 21 luglio, in Sicilia, è stata invece effettuata un'operazione congiunta tra Soccorso alpino e speleologico siciliano, 118 e Guardia costiera per soccorrere un turista che si era infortunato nella riserva dello Zingaro. In azione due tecnici del Sass, un elicottero del 118 e un gommone della Capitaneria di porto di Trapani.

L'allarme è scattato poco dopo le 13 quando L.M., trapanese di 21 anni che si era procurato la lussazione della spalla sinistra scivolando sul sentiero nella zona di cala Capreria, ha chiamato la centrale del 118 fornendo però indicazioni errate sulla sua posizione. In pochi minuti dall'aeroporto di Boccadifalco (Palermo), dove durante i fine settimana estivi è reperibile in sede una squadra del Sass abilitata al volo, è decollato un elicottero con a bordo due tecnici del Soccorso alpino, un medico e un infermiere del 118. I quattro sono stati trasportati fino alla piazzola di case Milazzo, lato Scopello. Qui, a piedi, hanno raggiunto cala Beretta (zona in cui in un primo momento si riteneva che fosse l'infortunato) dove sono stati prelevati da un gommone della Delegazione di spiaggia di San Vito Lo Capo che li ha imbarcati e trasferiti a cala Capreria. I sanitari, con l'aiuto dei tecnici Sass, hanno prestato le prime cure all'escursionista, gli hanno immobilizzato la spalla e caricato sul gommone per essere sbarcato al porto di Castellamare del golfo dove lo attendeva un'ambulanza. Il personale Sass e 118 è stato invece riportato indietro per imbarcarsi nuovamente sull'elicottero e rientrare a Palermo. Questo tipo di intervento congiunto si deve alla convenzione che è stata stipulata nel 2016 con 118, Vigili del fuoco, Capitaneria di Porto e Riserva.

In Sardegna, alle ore 12.00 di domenica 21 il turno in guardia attiva della stazione di Nuoro del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna è stato allertato per un'escursionista infortunatasi lungo il sentiero che porta a Cala Goloritzè nel territorio comunale di Baunei (OG). La donna, una turista tedesca di 23 anni, stava percorrendo con degli amici il sentiero che scende alla spiaggia quando è scivolata procurandosi una ferita sotto il ginocchio sinistro, che ha pregiudicato il proseguo del cammino.

I tecnici del Soccorso Alpino arrivati via mare con il gommone della Guardia Costiera, hanno percorso a ritroso il sentiero per circa un chilometro raggiungendola alle ore 14.00. Dopo averla stabilizzata è stata trasportata sino alla spiaggia con la tecnica delle barella portantina, per poi essere accompagnata sempre via mare sino al porto di Cala Gonone.

red/gp

(Fonte: Cnsas)