11 maggio, sisma a Roma?
Domande e miti da sfatare

Si avvicina la data del presunto terremoto a Roma e si moltiplicano le domande e i dubbi. INGV e Dipartimento della Protezione Civile rispondono, ricordando che è impossibile prevedere i terremoti ma che il rischio sismico in Italia è reale. La soluzione: puntare sulla prevenzione

L'11 maggio si avvicina, e sul web si rincorrono dubbi e dibattiti sulla profezia di Raffaele Bendandi e il presunto terremoto a Roma. A gennaio, questo giornale si è occupato della faccenda in occasione della comparsa a Ciampino di diversi volantini, che riportavano la firma - falsa - della Protezione Civile, e che invitavano tutti i romani a dormire fuori casa nei giorni precedenti e successivi all'11 maggio. Ora, con l'avvicinarsi della fatidica data, crescono i dubbi, le domande e la paura. Sia il Dipartimento della Protezione Civile, con un dossier dedicato al rischio sismico e alla sismicità di Roma, sia l'INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - hanno cercato di dare delle risposte alle domande più frequenti.

Partendo dal presupposto che allo stato attuale della ricerca scientifica è impossibile prevedere con esattezza e a breve termine la data, il luogo e l'intensità dei terremoti, il Dipartimento della Protezione Civile sottolinea nuovamente l'importanza della prevenzione. Siamo infatti a conoscenza delle aree del Paese interessate da un'elevata sismicità, ed è quindi più probabile che in queste zone possa verificarsi un forte terremoto, ma non è possibile stabilire con esattezza quando questo succederà. La soluzione quindi è prevenire, e a questo proposito il Dipartimento ricorda che esiste il Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico, che prevede una programmazione pluriennale degli interventi su tutto il territorio nazionale.

Il terremoto in questione, previsto a Roma per l'11 maggio di quest'anno, sarebbe stato predetto da Raffaele Bendandi, un astronomo e sismologo che elaborò una sua teoria "cosmica" sulle cause degli eventi sismici. Secondo questa teoria, la causa dei terremoti va rintracciata negli allineamenti dei pianeti e di altri corpi celesti. L'INGV ha comunque specificato che non si tratta di una teoria attendibile per la previsione dei terremoti, in particolare perché le forze causate dai corpi celesti sulla Terra sono piccole rispetto alle forza interne, determinate dallo spostamento delle placche. Inoltre, in passato si sono verificati diversi allineamenti di pianeti senza che ne seguisse un grande evento sismico. Va poi precisato che tra le carte di Bendandi relative al 2011 non esiste nessun riferimento a questo particolare terremoto, come ha puntualizzato in diverse occasioni anche Paola Lagorio, Presidente dell'istituzione culturale "La Bendandiana" (che custodisce tutti i documenti del sismologo).

Quando si parla di questo presunto terremoto a Roma si parla inevitabilmente dei precursori sismici, cioè quei parametri fisici o chimici che subiscono modificazioni osservabili prima del verificarsi di un terremoto (ne è un esempio il gas radon). Nonostante la scienza abbia fatto notevoli passi avanti nello studio dei precursori sismici, il Dipartimento puntualizza che c'è ancora molto da fare a riguardo e che finora la loro validazione empirica è risultata infruttuosa, in particolare per quanto riguarda gli scopi operativi di protezione civile.

Il dossier del Dipartimento tratta poi la sismicità di Roma, definita modesta e determinata soprattutto dai risentimenti dei terremoti con epicentro nell'area dei Castelli romani e nell'Appennino abruzzese e umbro, dove invece la sismicità è medio-alta. Si tratta comunque di una sismicità "non trascurabile, per l'elevato valore dei beni monumentali e architettonici della città e per la vulnerabilità del patrimonio edilizio".

In conclusione quindi, il Dipartimento della Protezione Civile sottolinea che non è attualmente possibile prevedere con esattezza e a breve termine il verificarsi di un terremoto e che l'unico modo efficace per ridurre le conseguenze di un evento sismico è la prevenzione. "Solo con una conoscenza approfondita del rischio" - ricorda il Dipartimento - "e non con un atteggiamento fatalista, si possono mettere in campo i migliori comportamenti in situazioni di emergenza".


Maggiori informazioni: www.protezionecivile.it e www.ingv.it


Elisabetta Bosi