12 maggio: giornata internazionale dell'infermiere

"Se Dio avesse le sembianze umane avrebbe quelle di infermiere - ha affermato Papa Francesco - così come l'altrettanto Papa più amato, Giovanni XXIII, è stato infermiere prima di prendere i voti". E' quanto ricorda il Sottosegretario alla salute Vito de Filippo in una lettera dedicata agli infermieri italiani in occasione della Giornata mondiale degli infermieri che si celebra oggi 12 maggio

Oggi, 12 maggio, si celebra la Giornata internazionale dell'infermiere:  il 12 maggio 1820 è la data in cui nacque  Florence Nightingale, fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne. L’ICN - International Council of Nurses (Federazione di più di 130 Associazioni nazionali infermieristiche, che rappresentano più di 13 milioni di infermieri nel mondo), ricorda questa data celebrando in tutto il mondo la Giornata internazionale dell’Infermiere. E il 12 maggio è diventato l’occasione per far sì che la professione infermieristica parli un po’ di sé con i ricoverati negli ospedali, con gli utenti dei servizi territoriali, con gli anziani, con gli altri professionisti della sanità, con i giovani che devono scegliere un lavoro, con tutti coloro  che nel corso della propria vita hanno incontrato o incontreranno un infermiere.

"Vorrei inviare i miei migliori auguri - ha scritto in una nota il
Sottosegretario alla salute Vito de Filippo alle oltre 430.000 infermiere ed infermieri che esercitano la professione più vicina di qualsiasi altra ai bisogni di salute degli individui di ogni età, sesso, confessioni religiosa e nazionalità. Non a caso Papa Francesco ha solennemente affermato che se Dio avesse le sembianze umane avrebbe quelle di infermiere così come l'altrettanto Papa più amato, Giovanni XXIII è stato infermiere prima di prendere i voti. Alla vostra Professione in questi anni lo Stato e le Regioni hanno chiesto tanto in termine di alto impegno ed ottenuto tantissimo e molto di più verrà chiesto di misurarsi con le nuove sfide di profonda innovazione nell'organizzazione del lavoro avviata dall'attuazione delle scelte strategiche del Patto per la Salute". "Il primo problema che si pone - prosegue il Sottosegretario - è quello di ridare la speranza di futuro professionale nel nostro Paese alle migliaia di giovani laureati degli ultimi anni che, se pur formati secondo la programmazione del loro fabbisogno professionale, o sono ancora in cerca di occupazione o sono utilizzati in modalità improprie, sottopagati con pochi diritti e molti doveri, oppure hanno scelto la strada dell'emigrazione, come i nostri nonni, in altri Stati, dove sono tra i professionisti più apprezzati.

"Anche se in forme non ancora adeguate alle attese conclude De Filippo -, le procedure concorsuali sono state riattivate in moltissime Aziende Sanitarie, così come sono state avviate procedure di stabilizzazione per i precari: è un inizio positivo, è un'inversione di tendenza dopo anni di blocco delle assunzioni. Le Aziende Sanitarie dovranno mettere in essere tutte le iniziative affinché i laureati infermieri possano essere impegnati nelle competenze proprie della loro professione e non più deprofessionalizzati in quelle competenze non strettamente sanitarie che da oltre 20 anni Stato e Regioni hanno affidato ad altri operatori a iniziare dagli operatori sociosanitari.

red/pc
(fonre: Ipasvi / Miistero Salute)