fonte foto: Giorgos Moutafis/Amnesty International

16.000 migranti bloccati in Grecia, appello delle organizzazioni umanitarie

31 organizzazioni umanitarie impegnate in Grecia, tra cui Oxfam, Save the Children, Amnesty International, Human Rights Watch e International Rescue Committee, in occasione del Consiglio europeo di Bruxelles rivolgono un appello urgente ai leader europei per un'azione immediata, in grado di affrontare l'emergenza in vista dell'inverno

Più di 16.000 migranti e rifugiati sono bloccati in Grecia a causa dell'accordo Ue-Turchia e le loro condizioni di vita sono precarie, soprattutto ora che arriva l'inverno. E' l'allarme lanciato da 31 organizzazioni umanitarie impegnate in Grecia, tra cui Oxfam, Save the Children, Amnesty International, Human Rights Watch e International Rescue Committee, che in vista del Consiglio europeo di Bruxelles rivolgono un appello urgente ai leader europei per un'azione immediata in grado di affrontare l'emergenza. In una dichiarazione congiunta, infatti, le organizzazioni denunciano le condizioni drammatiche in cui si trovano i migranti che avevano raggiunto le coste greche in cerca di sicurezza e dignità. Molti degli oltre 16 mila uomini, donne e bambini bloccati sulle isole continuano a vivere in condizioni disumane e di sovraffollamento tra Lesbo, Chios, Samos, Leros e Kos, in campi e strutture attrezzate per accoglierne appena 7.450: a loro viene di fatto impedito di trasferirsi sulla terraferma per la paura di non poterli facilmente riportare in Turchia, secondo l'accordo siglato a marzo.

Le organizzazioni firmatarie chiedono ai leader europei di non concludere con i governi africani accordi simili a quello con la Turchia, avendo il solo scopo di tenere i migranti lontani dall'Europa. Nel corso del summit di oggi i governi hanno l'opportunità di mettere mano alla disperata situazione dei migranti delle isole greche. Alcune decisioni e misure sembrano davvero non più rinviabili. Le tre priorità indicate sono il trasferimento delle persone dalle isole alla terraferma, l'accesso dei richiedenti asilo al ricongiungimento familiare, la ricollocazione e lo status di rifugiato, infine garanzie sul diritto alla protezione e a una procedura di richiesta d'asilo efficiente.

"I leader europei vogliono tenere migranti e rifugiati sulle isole greche, lontano dagli occhi e dunque dalle preoccupazioni. Ma con l'arrivo dell'inverno, ignorarli significherà mettere a rischio la loro dignità e le loro stesse vite" - ha dichiarato Iverna McGowan, direttrice dell'ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee.

In particolare, queste sono le sei proposte di Amnesty International ai leader dell'Unione europea:
- trasferire immediatamente migranti e richiedenti asilo dalle isole greche alla terraferma;
- accelerare le ricollocazioni e le riunificazioni familiari in modo da favorire i trasferimenti verso altri paesi dell'Unione europea;
- assicurare la rapida registrazione dei richiedenti asilo bloccati sulle isole greche;
- istituire percorsi legali e sicuri, compreso un programma su ampia scala di reinsediamenti dalla Turchia;
- aiutare la Turchia a sviluppare un sistema d'asilo;
- porre fine ai ritorni in Turchia sulla base dell'accordo tra questo paese e l'Unione europea.
L'appello per fermare i rimpatri e gli accordi che li consentono è online qui: https://www.amnesty.it/appelli/italia-non-neghi-diritto-asilo/




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