4 morti in montagna nel weekend: duro lavoro per il CNSAS

4 morti tra le montagne della Toscana, Lombardia e Trentino nel fine settimana appena trascorso. Per i vari recuperi intervenuto il CNSAS insieme ad altri corpi del soccorso

Fine settimana di tragedie sulle montagne italiane. Diversi gli interventi del Soccorso Alpino per recuperare 4 persone decedute tra Toscana, Lombardia e Trentino.

TOSCANA - Un 40enne era scomparso da casa dal tardo pomeriggio di giovedì scorso. L'uomo, di Campiglia d'Orcia (SI), ha perso la vita nei pressi di Bagni San Filippo, zona dove fuoriescono dal terreno manifestazioni termali alquanto pericolose chiamate puzzolaie: gas con elevate concentrazione di anidride carbonica e acido solfidrico che possono essere letali per uomini e animali. Hanno partecipato alle ricerche del signore i tecnici della Stazione Amiata del Soccorso Alpino e Speleogico Toscano, i volontari della Protezione Civile Provinciale Zona Amiata, la Misericordia di Abbadia ed i Vigili del fuoco. Il corpo dell'uomo è stato ritrovato senza vita intorno alle 20.30 di venerdì 12 settembre. Per le alte emissioni gassose dell'area, per il recupero della salma, sono intervenuti i Vigili del fuoco con gli autorespiratori.

LOMBARDIA - Due i decessi in Lombardia: il primo intervento ha visto il Soccorso Alpino in azione sabato mattina a Lozio (nel bresciano) per il recupero del corpo di un uomo, ritrovato da un gruppo di escursionisti lungo il sentiero che conduce da Sommaprada a Santa Cristina, a 1000 m di quota. Sul posto una decina di tecnici CNSAS, appartenenti a diverse Stazioni della V Delegazione Bresciana, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, la Protezione Civile di Lozio, i Vigili del fuoco e un loro elicottero da Varese. Il recupero è avvenuto per mezzo del gancio baricentrico, poi la salma è stata trasportata in camera mortuaria.
Il secondo intervento, avvenuto sempre sabato, ha visto il recupero di un uomo di 39 anni di Dervio, in provincia di Sondrio, che ha perso la vita nei pressi del Monte Legnone, al confine con la provincia di Bergamo. Era uscito per un'escursione da solo e si presume stesse raggiungendo la cima attraverso il sentiero della Direttissima. È stato trovato morto in fondo a un canalone, sotto un salto di circa 400 metri. Preallertata la Stazione di Morbegno del Soccorso alpino, l'intervento è stato compiuto con l'eliambulanza.

TRENTINO - Domenica 14 settembre il CNSAS del Trentino è intervenuto sulla ferrata Catinaccio d'Antermoia dove ha perso la vita un escursionista di Bolzano del 1943. A dare l'allarme, alle 14.36, è stato un altro escursionista che stava procedendo lungo la ferrata e che ha assisto al tragico incidente. L'uomo, in compagnia della famiglia, stava scendendo lungo la ferrata slegato in quanto non era provvisto del kit da ferrata. Ad un tratto, circa a metà della ferrata, probabilmente per fare una foto, ha perso l'equilibrio precipitando per centinaia di metri. Alle operazioni di soccorso hanno partecipato un elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites e le squadre di terra del Soccorso alpino della Zona Fiemme-Fassa.


Redazione/sm

(fonti: CNSAS Toscana, CNSAS Lombardia, CNSAS Trentino)