Alluvione Firenze 1966 (fonte foto: Wikipedia)

4 novembre: il patriottismo come impegno civile contro le calamità naturali

Ricordare le vittime delle alluvioni il 4 novembre, nello stesso giorno in cui si celebra a Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate? "Sì, perché - spiega il prof Pierluigi Claps, fra i proponenti dell'iniziativa - la coincidenza delle date può far convergere il patriottismo in impegno civile e solidarietà"

"Ne parliamo dal 2014, abbiamo 'sondato il terreno' in diverse occasioni e con diversi interlocutori e ogni volta abbiamo ricevuto ottimi riscontri, per cui siamo sempre più convinti nel portare avanti la nostra iniziativa".
Inizia così la nostra conversazione con il prof Pierluigi Claps, Ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino in merito all'iniziativa di istituire per il 4 novembre di ogni anno la "Giornata della memoria per le vittime delle alluvioni", iniziativa lanciata dal Gruppo Italiano di idraulica di cui il Prof. Claps è membro ed è stato presidente per diversi anni.
Il 4 novembre è una data tristemente infausta per il nostro Paese dal momento che in quella data si sono verificate diverse tragiche alluvioni (basti pensare all'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 e quella di Genova dello stesso giorno del 2011), però nello stesso giorno ricorre anche un'altra importante data per l'Italia, la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, giorno in cui si ricorda la vittoria italiana nella prima guerra mondiale.
Prof. Claps, non teme possa risultare impropria questa sovrapposizione di date?
"Assolutamente no, anzi, è esattamente il contrario. Io ci vendo un importante parallelo con la storia del nostro Paese. La disfatta di Caporetto fu un evento tragico ma accese lo spirito patriottico, diede quella spinta senza la quale l'Italia non ce l'avrebbe fatta. E' da qui che vogliamo partire. Dal patriottismo inteso come senso civico, come impegno civile".


E in tema di alluvioni qual è oggi la nostra Caporetto?
"Oggi il nostro nemico è il
ripiegamento nel privato, la scarsa attenzione all’interesse della comunità, l'incapacità di difendere i più deboli. Penso alla piccola vittima della recente alluvione di Livorno, alle bambine morte nell'alluvione di Genova del 4 ottobre 2011, alle persone anziane e a quelle socialmente più deboli, che non sono adeguatamente protette in queste circostanze.
Il 4 novembre si celebra il patriottismo, e la nostra proposta va proprio in quella direzione: vorremmo un patriottismo civile, non solo quello che ti fa mettere la mano sul cuore quando suona l'inno di Mameli, ma quello che, ad esempio, porti le pubbliche amministrazioni ad andare al di là dello striminzito interesse per il proprio orticello e che apra invece alla vera prevenzione e alla salvaguardia del territorio e delle vite umane".


E' per questo che avete pensato al 4 novembre come Giornata della memoria per le vittime delle alluvioni?
"Il 4 novembre, o nei giorni attorno a quella data, si sono verificate alcune fra le più disastrose alluvioni che hanno colpito il nostro Paese. La coincidenza con le celebrazioni del 4 novembre noi la vediamo come un'opportunità, come la riscoperta di una coscienza civile. Ricordare le vittime delle alluvioni è un monito per il futuro, è nell'interesse di tutti per auto-proteggerci, per non metterci le mani davanti agli occhi e continuare non vedere, per diventare, al contrario, una forza civile".

Quale contributo potrebbe venire dal mondo accademico e dal GII per dare senso compiuto a questa celebrazione, se venisse istituita?
"Come Politecnico di Torino e GII potremmo ad esempio spiegare ai cittadini, alle scuole e alla PA il senso della prevenzione, mostrando non solo cosa accade dopo una frana o un'alluvione, bensì cosa sarebbe potuto accadere se non si fossero prese (o se non si prenderanno) determinate misure di prevenzione. Potremmo fare formazione a diversi livelli, allargare la conoscenza, la consapevolezza del rischio. L'obiettivo, ambizioso ma non impossibile, è quello di creare una coscienza civile diffusa".


La richiesta per l'istituzione "Giornata della memoria per le vittime delle alluvioni" è stata inserita nella petizione on-line "Proposta Tecnico-Scientifica per la mitigazione del rischio alluvionale in Italia" indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri dalla piattaforma change.org. I promotori della petizione sono il Gruppo Italiano di Idraulica (GII), il Consorzio Interuniversitario per l'Idrologia (CINID) e il Comitato Firenze 2016, oltre a tutti i partecipanti al seminario diffuso "L'alluvione, le alluvioni. Memoria e azione" che si è tenuto a Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Cassino, Cosenza, Firenze, Genova, Latina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Potenza, Roma, Salerno, Torino e Trento in occasione delle celebrazioni del cinquantesimo dell'alluvione del di Firenze del 1966.

patrizia calzolari