Fonte: Dipartimento della Protezione Civile; Facebook

50 anni fa il terremoto del Friuli

Il terremoto in Friuli è stato, oltre che una grande tragedia italiana, anche un modello di ricostruzione e di gestione delle emergenze. Grazie a Vittorio Zamberletti, allora commissario al Terremoto, e alla tenacia dei cittadini friuliani

50 anni fa, esattamente alle ore 21 del 6 maggio 1976, il Friuli fu colpito da una potente scossa di magnitudo 6.4 richter. 55 secondi per una devastazione di 5700 chilometri quadrati, colpiti 137 comuni e circa 600mila abitanti. Nell'area epicentrale crollarono o furono irrimediabilmente danneggiate circa 17.000 abitazioni, causando 989 morti, oltre 3.000 feriti e 100mila senza tetto. Senza dimenticare i danni al sistema produttivo: furono colpite 279 aziende industriali, di cui 166 erano iscritte all'Associazione degli industriali friulana, e occupavano complessivamente oltre 10mila dipendenti. Quella sera circa il 40% dell'intero comparto produttivo della provincia di Udine si fermò.

Il terremoto in Friuli è stato, oltre che una grande tragedia italiana, anche un modello di ricostruzione e di gestione delle emergenze. Grazie a Vittorio Zamberletti, allora commissario al Terremoto, e alla tenacia dei cittadini friuliani, fu messo in campo un modello integrato di gestione dell’emergenza, con la nascita dei “centri operativi comunali”, in ogni Paese colpito dal sisma. In seguito, grazie a un decreto legge del governo Andreotti, Zamberletti viene dotato di poteri di “direzione unitaria" degli interventi dI Forze armate, Vigili del Fuoco e Carabinieri. Dando questo potere ai sindaci, viene segnato anche  il primo atto di nascita della moderna e attuale Protezione Civile.

La ricostruzione è durata tra i dieci e i quindici anni con un costo di 4,7 miliardi di euro. Il Friuli scrive un positivo capitolo dell’epopea antisismica, con le prime ricostruzioni al mondo a prova di scossa.

RED/MT

Fonte: Ansa; Dipartimento Della Protezione Civile