500 geologi a confronto
sul rischio sismico

A Firenze il 21 gennaio il Secondo Forum degli Ordini Regionali e dal Consiglio Nazionale dei Geologi Italiani

Dopo un primo appuntamento di Roma, svoltosi nel giugno scorso, nel quale venne lanciato con forza l'appello alla prevenzione sul fronte del dissesto idrogeologico, centinaia di Geologi provenienti da tutta Italia si incontreranno nuovamente a Firenze il prossimo 21 gennaio per discutere di rischio sismico, in particolare sulle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, nell'ambito del Secondo Forum degli Ordini Regionali e dal Consiglio Nazionale dei Geologi Italiani.

Il punto di partenza del Forum sarà una valutazione sulle zone più a rischio del Belpaese, definito dal neo-presidente dell'Ordine dei Geologi del Lazio, Roberto Troncarelli, "giovane dal punto di vista geologico, con catene montuose in piena formazione: per questo
risulta essere una delle zone più sismiche del mediterraneo e annualmente si verificano un elevato numero di terremoti, non tutti percepiti dall'uomo".  Una frequente attività evidenziata anche dall'INGV, che mediante l'analisi delle registrazioni della Rete Sismica Nazionale Centralizzata (RSNC), localizza dai 1700 ai 2500 eventi di magnitudo pari o superiore a 2.5 ogni anno.

Un'analisi che mette a rischio il patrimonio edilizio dell'Italia, visto che "secondo uno studio del CRESME - ricorda Troncarelli -  che ha incrociato i dati della localizzazione delle scuole con le mappe sismiche della Protezione Civile, in Italia più di 20.000 edifici scolastici, pari al 46% delle scuole, e il 41% degli ospedali si trovano in aree ad elevato rischio di terremoti, per un totale di circa 4,7 milioni di utilizzatori". La pericolosità degli eventi sismici risulta - prosegue il presidente dei Geologi del Lazio - "amplificata dall'elevata vulnerabilità del patrimonio edilizio italiano: il 60% degli edifici è stato costruito prima del 1971 e la normativa antisismica è entrata in vigore nel 1974. Questo benché, come si è potuto osservare nel recente terremoto dell'Aquila, la vetustà non necessariamente implica un cattivo stato di conservazione delle strutture e di risposta alle sollecitazioni sismiche, ma è sicuramente indicativa della tecnica costruttiva e del non utilizzo di tecnologie antisismiche".

Un altro tema riguarda l'assesso geologico e geomorfologico del sito dove si verifica il terremoto. Aspetti che sono stati per la prima volta trattati, sotto la definizione "risposta sismica locale" che determina gli "effetti di sito", nelle Norme Tecniche per le Costruzioni NTC08, di cui al DM 14.01.2008, delle quali si discuterà nell'evento di Firenze. Il 2° Forum Nazionale dei Geologi costituirà la prima occasione di dibattito sulle norme, attraverso l'esposizione ed il commento delle "linee guida", redatte da una Commissione Interregionale composta da esponenti di quasi tutti gli Ordini Regionali e destinate a fornire un orientamento ai professionisti geologi nel recepimento, soprattutto concettuale, della nuova normativa.

Il Forum rappresenterà, oltre alla prima uscita pubblica del neoeletto Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano, anche un momento di confronto per quanto concerne l'auspicata omogeneità di applicazione della nuova normativa a livello regionale. Vi sarà inoltre una conferenza stampa congiuta dei geologi italiani.

(red - ev)