fonte: Provincia Autonoma di Trento

80 insegnanti a scuola di protezione civile in Trentino

Il corso di formazione per docenti partirà a novembre presso il Campo della Protezione civile a Marco di Rovereto

Al Liceo Da Vinci a Trento si è svolto l'incontro inaugurale del progetto che prevede la formazione di almeno un docente per ogni Istituto scolastico del Trentino sulla materia "protezione civile", in previsione dell’inserimento curricolare nel percorso scolastico a venire. In un'aula magna affollata di dirigenti scolastici ed insegnanti referenti, il vicepresidente della Giunta provinciale Mario Tonina ed i dirigenti dei Dipartimenti provinciali dell'Istruzione, Roberto Ceccato, e della Protezione civile, Gianfranco Cesarini Sforza, affiancati da funzionari e tecnici, hanno illustrato scopi e contenuti del corso di formazione per docenti, che partirà a novembre presso il Campo della Protezione civile a Marco di Rovereto. L'iniziativa, come ha spiegato il vicepresidente Tonina, ha l'obiettivo di far acquisire ai docenti conoscenze e competenze sul sistema di Protezione civile del Trentino, al fine di trasmettere e divulgare importanti concetti e nozioni utili alla costruzione di una società resiliente.

Il corso, che coinvolgerà complessivamente circa 80 insegnanti che diventeranno poi i referenti nelle rispettive scuole per quanto riguarda appunto tale nuova "materia", si articolerà in tre giornate formative a stretto contatto con professionisti e operatori e produrrà l’efficace trasferimento della conoscenza a livello scolastico. Gli stessi studenti saranno poi stimolati ad attivare progetti di ricerca e approfondimenti. Destinatari finali le famiglie dei ragazzi, ovvero l'intera popolazione, tutti i cittadini ai quali ogni giorno le donne e gli uomini della Protezione civile trentina - tra cui gli oltre 10.500 volontari, uno ogni 51 abitanti, che ne fanno parte - garantiscono sicurezza e protezione.

Nel corso degli anni, dal terremoto in Friuli del 1976 ed ancor più quello in Irpinia nel 1980, quando intervenne per la prima volta fuori dai confini provinciali, alle ultime "missioni" in Abruzzo ed Emilia Romagna, la Protezione civile trentina si è fatta conoscere ed apprezzare per la sua efficienza ed una straordinaria disponibilità e solidarietà nei confronti delle popolazioni di volta in volta colpite da tragedie naturali. Intervenire nell'emergenza è uno dei compiti principali della Protezione civile, ma il miglior servizio che si può rendere alla sicurezza sta però nella prevenzione. Ed è qui che si innesta l'idea di "formare", partendo dalla scuola, l'intera popolazione avvicinandola alla "cultura" della protezione civile.   

Nel suo intervento al Liceo Da Vinci, il vicepresidente Tonina è partito proprio dai giovani: "Dobbiamo riconoscere ai nostri studenti una aumentata sensibilità rispetto a questi temi, sui quali anche come Provincia autonoma di Trento stiamo lavorando, dobbiamo cogliere la loro consapevolezza e voglia di apprendere. In Trentino abbiamo sempre saputo dare risposte efficaci, infatti la Protezione Civile trentina ha dimostrato in moltissime occasioni disponibilità e impegno, solidarietà e vicinanza alle popolari colpite da terremoti ed alluvioni. Per poter continuate a garantire questo anche in futuro è importante che vi sia collaborazione tra strutture diverse per raggiungere obiettivi comuni. Nei nuovi programmi di Educazione civica la diffusione delle conoscenze è uno strumento strategicamente importante per raggiungere la cittadinanza."

"Il fatto che in Trentino vi sia un numero importante di volontari - ha proseguito Tonina - significa che c'è una diffusa solidarietà sociale ed una forte convinzione in tutta la popolazione trentina, ma vuole anche dire che tale consapevolezza e disponibilità è stata ed è rafforzata dall'Autonomia. È importante saper intervenire nelle emergenze ma lo è di più saper prevenire; dobbiamo ringraziare chi ha lavorato su questo fronte in passato, risparmiando alla popolazione e al territorio la ripetizione di disastri immani, quali ad esempio l'alluvione del 1966. Viviamo in un territorio di montagna bello ma fragile, ed abbiamo delle responsabilità da condividere, la Carta di sintesi della pericolosità è ad esempio un modo per farlo, tutti dobbiamo comprenderne la valenza e l'importanza. Ciò che ci deve far preoccupare sono gli eventi estremi a seguito dei cambiamenti climatici, tuttavia essi ci spingono a migliorare il nostro modello di gestione degli eventi naturali. Il rischio zero non esiste in montagna, e un territorio come il nostro deve essere attento a questi temi. Ai docenti vogliamo dare i giusti supporti riconoscendo pienamente la valenza del loro ruolo di educatori, mentre ai giovani chiediamo di stimolare i decisori politici ed amministrativi. Se ognuno farà la propria parte si potrà garantire alle nuove generazioni un territorio più sicuro e migliore".

red/mn

(fonte: Provincia Autonoma di Trento)