Sito archeologico di Pompei (fonte: wikipedia - Autore: Radomil)

A Pompei poca prevenzione
UE pronta ad aiutare

La Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per accertare cause e responsabilità del crollo della Domus dei gladiatori. Puglisi (Unesco): "In Italia prevale la cultura dell'emergenza rispetto a quella della prevenzione"

Il crollo della Schola Armaturarum Juventi Pompeiani, avvenuto sabato, pone sotto gli occhi di tutti il problema della sicurezza degli scavi e della gestione del sito archeologico. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per accertare le cause del crollo ed eventuali responsabilità: "Dobbiamo capire perché una Domus di duemila anni è crollata e verificare se ci sia un collegamento tra il crollo e l'ultimo intervento strutturale fatto sulla stessa" - ha spiegato il procuratore Marmo. C'è chi, come Biagio De Felici della Cgil di Pompei, sostiene che la motivazione del crollo sia rintracciabile in "Una tutela dei beni culturali fondata sull'emergenza e non su un progetto globale che attui la conservazione attraverso la manutenzione ordinaria".

Da giugno 2009 a giugno 2010 la gestione del sito archeologico era stata affidata a Marcello Fiori, commissario della Protezione Civile, che in più di un'occasione è ricorso all'utilizzo di procedure di urgenza per effettuare lavori nel sito. Lo stato di emergenza dichiarato per l'area di Pompei, che consentiva alla Protezione Civile di emettere ordinanze senza controlli preventivi giustificando gli atti anche con la pericolosità del Vesuvio, era anche al centro dei dubbi espressi dalla Corte dei Conti la scorsa estate.

"Prima di pensare alla Protezione Civile che interviene sui disastri, dovremmo pensare a evitare i disastri stessi" - ha dichiarato Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco - "Nel nostro Paese prevale la cultura dell'emergenza rispetto a quella della prevenzione, e ci accorgiamo dei problemi quando accadono".

"La Domus è parte non solo della storia italiana ed europea, ma di tutto il mondo"- ha dichiarato Dennis Abbot, portavoce di Androulla Vassiliou, commissaria alla Cultura. È patrimonio dell'umanità, motivo per cui l'Unione europea, che si è detta "rattristata e scioccata", ha ipotizzato l'invio di sovvenzioni per riparare al danno: "La nostra risposta dipenderà da quello che le autorità italiane decideranno" - ha spiegato Abbot - "Per i progetti per il turismo e le infrastrutture possono essere utilizzati i fondi europei di sviluppo regionale, ma dobbiamo vedere se le autorità italiane vogliono usare questo denaro per Pompei".


"Non si possono escludere altri crolli" - ha dichiarato il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi
questa mattina nel corso dell'informativa alla Camera su quanto accaduto a Pompei. Ci sono problemi che "si trascinano da anni senza che nessuno sia riuscito a risolvere le questioni". L'area vive una "situazione di emergenza" - ha aggiunto Bondi, che nel 2008 ha deciso di "nominare un commissario di governo". Il Ministro, che ha respinto la richiesta di dimissioni, ha inoltre annunciato la nascita di una fondazione che si occuperò dell'area: "sovrintendenti e manager dei beni culturali devono lavorare insieme".


Elisabetta Bosi