A RemTech si è parlato di strategie di adattamento ai cambiamenti climatici

Durante il convegno sono state presentate le strategie regionali di messa in sicurezza infrastrutturale, innovazione tecnologica, crescita culturale e sociale in risposta alle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici

Prevenzione, protezione, preparazione: questi i tre concetti alla base degli interventi dei relatori del convegno “Mitigazione dei rischi naturali e adattamento ai cambiamenti climatici” svoltosi ieri presso il RemTech di Ferrara, l’evento internazionale permanente specializzato su bonifiche, rischi ambientali e rigenerazione del territorio. Obiettivo del convegno illustrare le strategie regionali di messa in sicurezza infrastrutturale, innovazione tecnologica, crescita culturale e sociale in risposta alle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici proposte da organismi internazionali ai fini di tutelare i territori e ridurre il numero di vittime da catastrofi.

Se il clima cambia ci dobbiamo adattare attrezzandoci dal punto di vista culturale, dei corretti comportamenti da tenere e soprattutto sulla conoscenza dei rischi, per questo la Regione Emilia-Romagna è impegnata a mettere in atto misure di mitigazione e adattamento” così ha aperto il convegno Paola Gazzolo, assessore alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna della Regione Emilia-Romagna. “Il primo importante strumento che la Regione ha messo a disposizione – ha proseguito - è stata la piattaforma regionale AllertaMeteoER, alla quale la Regione lavora dal 2015, realizzata perché non era più possibile utilizzare gli strumenti del passato, ma era necessario realizzare qualcosa che avesse come obiettivo costruire cultura di autoprotezione realizzando politiche di resilienza”. L'assessore Gazzolo ha ribadito il ruolo importante dell'Emilia-Romagna nel campo della meteorologia e della climatologia, ricordando che a Bologna presto dovrebbero insediarsi importanti strutture quali il “Centro Meteo Europeo” e “Italia Meteo”. Nell’intervento è stata sollevata anche la questione critica della chiusura del progetto Italia Sicura e delle possibili ripercussioni di questa scelta sulla pianificazione delle attività di riduzione del rischio, che richiede assolutamente di realizzare una programmazione decennale.

A seguire Adriano Battilani di ANBI – Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti Fondiari - ha parlato della necessità di investire repentinamente in infrastrutture per la messa in sicurezza del territorio, per garantire che le terre d’acqua siano tutelate, ma spiega anche che per assicurare un buon lavoro è necessario realizzare una corretta analisi del rischio per concentrare le risorse nelle zone dove il rischio può essere più impattante. Battilani ha ricordato l’importanza dell’acqua quale risorsa che va gestita per garantirne la giusta dose costante per non averne mai carenza o sovrabbondanza e sottolinea la necessità di realizzare interventi per assicurarne la costante qualità, soprattutto in caso di disastro.

Italo Giulivo, direttore dell’ufficio attività tecnico scientifiche per la previsione e prevenzione dei rischi del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, ha presentato la piattaforma Nazionale per la riduzione del rischio da disastri (PNRRD). La piattaforma è nata come strumento all’interno delle strategie internazionali per la riduzione dei rischi da disastri, quale strumento utile per poter rispondere al singolo evento e agli eventi a cascata che possono verificarsi successivamente. Giulivo ha spiegato che questo nuovo strumento servirà per essere preparati ad affrontare l’attuale quadro di cambiamenti climatici mettendo a sistema conoscenze condivise con una leadership politica competente, duratura e preparata a gestire nel lungo termine le azioni che vengono messe in campo. “In questo modo le strategie possono essere utili per conoscere i disastri, rafforzare la governance dei rischi, investire nella riduzione dei rischi stessi, accrescere la preparazione nella logica di ricostruire meglio di prima ciò che è stato distrutto. Ricordando gli errori del passato, la piattaforma nazionale – ha proseguito Giulivo - servirà per far confluire verso il centro tutto ciò che arriva da strategie territoriali”. La strategia nazionale di adattamento al cambiamento climatico a cui si fa riferimento viene descritta come una strategia integrata e multirischio che condurrà al finanziamento e all’implementazione di azioni win-win condivise a livello nazionale. Nell’intervento di Giulivo, tra gli esempi virtuosi di definizione di strategia integrata, viene citata la Direttiva Alluvioni, e si ricorda come i sistemi di allertamento rivestano un ruolo di fondamentale importanza. Menzionata anche la piattaforma AllertaMeteo della Regione ER come una buona pratica che parte da un livello istituzionale locale fino ad arrivare ai cittadini per informarli in una filiera condivisa e strumento riconosciuto anche dell’Agenzia Europea per l’ambiente tra le tre buone pratiche da seguire.

Infine Monica Guida, Responsabile del Servizio Difesa del suolo, della costa e bonifica della Regione Emilia-Romagna, nel suo intervento ha presentato le strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici messe in atto dalla Regione, citando in particolare la Delibera 1256/2018 “Strategia regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici” e illustrando due buoni esempi: il progetto Life PRIMES, quale strumento per la comunità che grazie all’utilizzo dei piani di adattamento civico può realizzare un’analisi partecipativa della vulnerabilità ai cambiamenti climatici e studiare la capacità di adattamento della comunità stessa; la piattaforma AllertaMeteo che con i tanti accessi giornalieri sviluppa cultura di autoprotezione. Guida ricorda che in un territorio complesso come quello dell’Emilia-Romagna, che ha 56mila km di corsi d’acqua naturali e 79mila frane di cui 45% attive, sono necessarie azioni di adattamento quali: migliorare le conoscenze geotecniche e strutturali dei sistemi arginali, rendere sistematici i piani di manutenzione della rete idrografica, potenziare le azioni di riqualificazione, preservazione e ampliamento degli ambiti fluviali.

Il convegno si è concluso evidenziando come climatologia e meteorologia siano ormai scienze applicate che devono andare oltre le singole previsioni meteo e realizzare programmi di previsione, prevenzione e mitigazione del rischio con la proposta di realizzare una divulgazione meteo climatica che non sia più caotica, ma che sia chiara e utile anche ai fini della mitigazione e della conoscenza dei rischi stessi.

Giada Stefani