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A Venezia un workshop sul futuro del Mediterraneo

Tra gli organizzatori il Dipartimento della Protezione Civile, il Cnr, Ispra, Conisma, Enea, Imm, Ingv, Cmcc, Ogs, Szn, Am

In occasione del “Decade of Ocean Science for Sustainable Development” (Decennio delle scienze oceaniche per lo sviluppo sostenibile) dichiarato dalle Nazioni Unite dal 2021 al 2030, si svolge, presso la sede Unesco di Venezia, dal 21 al 23 gennaio 2020, il Mediterranean workshop, cioè "una tre giorni dove comunità scientifica e rappresentanti dei maggiori organismi internazionali, hanno l'opportunità di condividere esperienze comuni, avviare nuovi partenariati e coinvolgere i governi attraverso proposte di azioni efficaci e concrete da realizzare per un Mare Mediterraneo sano, sostenibile e sicuro", dichiara Rosalia Santoleri, direttore Istituto di scienze marine del Cnr (Cnr-Ismar) e presidente della Coi.

Il workshop sarà organizzato dalla Commissione oceanografica italiana (Coi), organismo composto da Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra), Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare (Conisma), Dipartimento della protezione civile (Dpc), Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente (Enea), Istituto idrografico della marina (Imm), Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc), Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), Stazione zoologica ‘Anton Dohrn’ (Szn), Servizio meteorologico dell'aeronautica (Am). L’evento, il primo a livello europeo, si svolge con la collaborazione di Unesco, Commissione Europea, UNEP/MAP, Commissione internazionale per l'esplorazione scientifica del Mediterraneo.

La ricerca marina e le politiche di sviluppo sostenibile delle attività economiche legate al mare rivestono una grande importanza per l’Europa e il nostro Paese. I dati del rapporto nazionale raccolti dalla Coi hanno permesso di fotografare l’investimento del nostro Paese in questo settore: l’Italia è al sesto posto a livello mondiale nella ricerca marina, grazie al lavoro di 2.170 ricercatori, e al decimo posto a livello mondiale (e al quinto europeo) per i risultati scientifici. 

“Tra i temi prioritari", specifica Rosalia Santoleri, "ci saranno l’uso delle risorse marine, lo sviluppo di un’economia del mare attraverso nuove tecnologie, la tutela degli ecosistemi costieri, la condivisione dei dati sugli impatti negativi, come surriscaldamento, acidificazione e distruzione degli habitat. L’istituzione del Decennio delle scienze oceaniche risulta di straordinaria importanza per sensibilizzare e mobilitare tutti, dai decisori politici al grande pubblico. Perché invertire il declino della salute dei nostri mari è possibile e inderogabile”.

Nel corso dell’evento sarà possibile visitare, presso il Cnr-Ismar di Venezia, nella sede dell’Arsenale, la mostra scientifica itinerante del Cnr “Aquae. Il futuro è nell'oceano”, dedicata a illustrare le principali caratteristiche dell’ambiente marino. L’evento sarà preceduto dal workshop della azione pilota del progetto BlueMed, coordinamento Cnr, A Plastic-free Healty Mediterranean Sea che ha l’obiettivo di affrontare l’emergenza plastiche del Mediterraneo e individuare le azioni da intraprendere per realizzare uno degli obiettivi principale della decade “Un oceano pulito”.

red/gp

(Fonte: Cnr)