Abruzzo: a Campotosto lievitati i costi dei Map

La Guardia di Finanza de L'Aquila ha scoperto un danno erariale di quasi 900 mila euro a carico del Comune di Campotosto, segnalando due persone alla Procura regionale della Corte dei Conti.

Nell'Abruzzo post terremoto, in cui tra polemiche e ritardi su ricostruzioni e macerie il 'leitmotiv' è sempre la mancanza di fondi, si registrano anche situazioni come quelle che ha scoperto la Guardia di Finanza a Campotosto. Il tutto comincia nel periodo post terremoto, quando, su richiesta della Protezione civile, il Comune di Campotosto individua un terreno sul quale dovevano sorgere 9 Map di cui, a oggi, solo 3 risultano assegnati e utilizzati. Nell'area, messa a disposizione della Protezione civile nella frazione Mascioni ed indicata come "idonea", secondo contratto, era prevista la realizzazione dei moduli entro 60 giorni. Ma il terreno si è poi rivelato non adeguato in quanto franoso: la messa in sicurezza dell'area ha perciò provocato dei costi aggiuntivi pari a 800 mila euro in più rispetto a quanto inizialmente preventivato, a cui si sono aggiunti, per il rimborso delle spese di soggiorno alberghiero e di contributo di autonoma sistemazione nei confronti di nuclei familiari che, all'indomani del sisma, avevano richiesto la soluzione dei Map, altri 70.000 euro.

A maggio 2010 risultavano ultimati solo 6 dei 9 Map in progetto, mentre la realizzazione degli altri tre rimaneva subordinata alla messa in sicurezza del terreno. Quelli già ultimati a causa di altri ritardi per le opere primarie di urbanizzazione e di abitabilità, è stato necessario attendere fino ad ottobre 2010 per il collaudo e fino a dicembre per l'assegnazione a favore di tre nuclei familiari. I rimanenti sono rimasti inutilizzati perché venute meno le esigenze. Uno spreco di risorse di cui certo non c'era bisogno.
Per questo due persone sono state segnalate alla Corte dei Conti che potrebbe così decidere di far pagare in solido ai due la cifra sborsata ingiustamente dall'amministrazione comunale, e quindi dai cittadini.


 

Julia Gelodi