Foto: Centro sperimentale di cinematografia scuola nazionale di cinema, sede Abruzzo

Abruzzo, le memorie del futuro (dopo il terremoto). Ciclo di documentari su Radio Rai 3

Dalla vita di un apicoltore ai pastifici, dal giovane liutaio alla produzione innovativa della lana, dalle particolari attività di un’orchestra all’allevamento dei maiali neri. S’è questo e molto altro nel ciclo di radio documentari realizzati dagli allievi del Centro sperimentale di cinematografia d’Abruzzo che Radio Rai 3 trasmetterà all’interno della trasmissione “Tre soldi” (4-8 aprile)

“Video killed the radio star”. Lo cantavano i The Buggles temendo che l’avvento dei video musicali avrebbe ucciso le stazione radiofoniche e spazzato via le radio. Una profezia sbagliata. Non solo la radio è sopravvissuta, ma ha perfino conquistato nuovi spazi. Sì, perché la voce è narrazione. Con le parole e con i suoni si raccontano storie che restano impresse nella mente. Storie che vanno nel profondo. Che emozionano, scandagliano, analizzano e restituisco prospettive nuove. Anche quando diventano testimoni di fatti tragici. Come il terremoto a L’Aquila, ad esempio.
“Abruzzo, memorie dal futuro” è infatti il titolo della nuova serie di radio documentari che da lunedì 4 a venerdì 8 aprile saranno trasmessi all’interno della trasmissione “Tre Soldi” di Radio Rai 3 (ore 19.45). Sono stati realizzati dagli allievi della sede abruzzese del Centro sperimentale di cinematografia scuola nazionale di cinema (Csc). L’obiettivo è di raccontare le storie “virtuose” di produzione imprenditoriale, artigianale e culturale - non solo nell’Aquila colpita dal sisma, ma anche in tutta la regione - per restituire l’immagine di un ambiente in evoluzione e capace di accogliere anche le istanze di trasformazione che percorrono le vite delle persone.
Non è la prima volta che Radio Rai 3 apre le porte alle produzioni del centro sperimentale. Questa è infatti la terza edizione. Il tema scelto quest’anno corrisponde, non a caso, al settimo anniversario dal sisma che il 6 aprile del 2009 colpì L’Aquila e il suo territorio.
Tra i documentari trasmessi su Radio Rai 3 ci sono “Le api di famiglia” di Eva Bearzatti (sulle difficoltà e i successi della vita di un apicoltore), “Il paese dello bello Maccarone” di Manuel De Pandis (sui pastifici di Fara San Martino, provincia di Chieti), “L’anima degli strumenti” di Giovanni Sfarra (sul lavoro di un giovane liutaio), “AquiLana” di Chiara Napoli (innovativa produzione di lana), “Il paese della musica” di Giorgio Santise (sull’attività dell’Orchestra Città Aperta, comune di Fossa). Tutti titoli, questi, che si potranno riascoltare anche on-line, in podcast, dove saranno reperibili anche “L’oro nero d’Abruzzo” di Flaminio Muccio (sul recupero dell’allevamento dei maiali neri abruzzesi), “Uno scrigno di talenti” di Giovanni Soria (sulla tradizione sartoriale dell’azienda Brioni) e “Le start up della canapa” di Eleonora Gasparotto.
Questi lavori sono il risultato del laboratorio del corso di reportage radiofonico curato da Daria Corrias, inserito nella ricerca sul tema “Abruzzo, memorie dal futuro” coordinata dal sociologo Stefano Laffi (direzione didattica di Daniele Segre).
Stavolta alle voci si sommano le immagini. Sono quelle che compongono la mostra fotografica “L’Aquila, il mio futuro è qui” dedicata ai giovani tra desideri, paure e futuro, allestita nella sede Csc d’Abruzzo (che il 6 aprile resterà aperta al pubblico per l’intera giornata).

red/gt