Acque italiane contaminate:
166 i pesticidi individuati

Non confortano i dati diffusi dal Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque 2013 presentato dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ha rilevato nelle acque italiane 166 diversi tipi di pesticidi con un 13,2% delle acque superficiali con livelli di per gli organismi acquatici tossicità superiori ai limiti

"Ancora più evidente, rispetto al passato, lo stato di contaminazione delle acque italiane superficiali e sotterranee": è l'allarmante incipit della comunicazione dell'ISPRA, l'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che introduce i risultati del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque 2013. Il rapporto analizza l'evoluzione della contaminazione sulla base dei dati raccolti a partire dal 2003, che, anche grazie alle maggiori dimensioni e completezza del monitoraggio rispetto al passato, mostra un aumento della frequenza di pesticidi nei campioni delle due tipologie di acqua prese in esame.

"Nel 2010 - illustra infatti l'Ispra - sono stati rinvenuti residui nel 55,1% dei 1.297 punti di campionamento delle acque superficiali e nel 28,2% dei 2.324 punti di quelle sotterranee, per un totale di 166 tipologie di pesticidi - a fronte dei 118 del biennio 2007-2008 individuati nella rete di controllo ambientale delle acque italiane".
Per la maggior parte - sottolinea la nota Ispra - si tratta di residui di prodotti fitosanitari usati in agricoltura (dove si utilizzano più di 140.000 tonnellate di circa 350 sostanze diverse), ma anche di biocidi (pesticidi per uso non agricolo) impiegati in vari campi di attività. Anche se spesso basse, le concentrazioni indicano a livello complessivo una diffusione molto ampia della contaminazione".
"Inoltre - prosegue l'Ispra -  nel 34,4% dei punti delle acque superficiali e nel 12,3% dei punti di quelle sotterranne i livelli misurati risultano superiori ai limiti delle acque potabili".

Dal rapporto di apprende che,  a livello di macroarea geografica, la contaminazione appare più diffusa nella pianura padano-veneta ( a causa alle caratteristiche idrologiche di quell'area, del suo intenso utilizzo agricolo e al fatto, non secondario, che le indagini sono sempre più complete e rappresentative nelle regioni del nord), ma anche al centro sud, i miglioramenti del monitoraggio stanno portando alla luce una contaminazione significativa.

Per quanto riguarda la presenza di miscele nelle acque, le analisi presentano fino a 23 sostanze diverse in solo campione; a causa dell'assenza di dati sperimentali sugli effetti combinati delle miscele e di adeguate metodologie di valutazione: "esiste la possibilità - sottolinea l'Ispra -  che il rischio derivante dall'esposizione ai pesticidi sia attualmente sottostimato pertanto si impone una particolare cautela anche verso i livelli di contaminazione più bassi. Le sostanze concepite per combattere organismi nocivi, infatti, sono potenzialmente pericolose anche per l'uomo".

"Quella che stiamo attraversando - conclude la nota Ispra -  è una fase ancora transitoria in cui l'entità e la diffusione dell'inquinamento da pesticidi non sono sufficientemente note tenendo conto, ovviamente, che il fenomeno è sempre in evoluzione per l'immisione sul mercato di nuove sostanze.
L'edizione 2013 del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque è disponibile sul sito web dell'ISPRA http://www.isprambiente.gov.it/


red/pc


(fonte: Ispra)