Fonte foto: lanazione.it

Ad un anno dal naufragio della Concordia si ricordano le vittime e si ringraziano i soccorritori

Ieri al Giglio si è tenuta la prima commemorazione delle vittime del naufragio della Costa Concordia, avvenuto 13 gennaio 2012. Presenti i familiari delle vittime, il popolo del Giglio, i soccorritori e le Istituzioni. Si è parlato anche della rimozione

La mattina del 14 gennaio di un anno fa in molti stavamo apprendendo confusamente quanto era successo al Giglio: una nave da crociera aveva fatto naufragio e i soccorsi a bordo avevano avuto nella notte alcune difficoltà. Ancora non si aveva un numero preciso delle persone disperse, le notizie cambiavano nel giro di pochi minuti, aggiornandosi pian piano con la realtà di quella che andava delineandosi come una tragedia che ancora oggi è una ferita aperta.

Erano le 21.45 del 13 gennaio 2012 quando la nave Costa Concordia, avvicinandosi eccessivamente alla riva, venne lacerata da uno scoglio e cominciò ad affondare su un lato. Quella notte morirono 32 persone di diversa età e nazionalità, dagli appena sei anni di Dayana a settantanove. Italiani, americani, francesi, tedeschi, indiani, peruviani, ungheresi e spagnoli furono ritrovati privi di vita in mare o all'interno del relitto anche a distanza di mesi. Tra le vittime del naufragio i corpi di due persone sono ancora dispersi: una donna italiana e un membro dell'equipaggio indiano.

"I responsabili saranno puniti con severità, non c'é nessuna comprensione nei confronti di chi ha sbagliato, dalla società in giù", ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, all'Isola del Giglio ieri per le celebrazioni dell'anniversario del naufragio. "Credo che tutti abbiamo capito da questa vicenda - afferma il ministro - che la superficialità e l'incompetenza qualche volta vengano sottovalutate e invece rappresentano uno dei rischi peggiori che si possano avere". "Aver giocato con questa nave e in quel modo - conclude il ministro - è un messaggio per tutti: non si deve mai scherzare".

"Ad un anno dal tragico naufragio della nave da crociera Costa Concordia, rivolgo il mio commosso pensiero alle trentadue vittime e la mia rinnovata solidarietà a quanti sono stati segnati da quel terribile incidente, le cui drammatiche immagini sono ancora vive nella memoria dell'intero Paese". E' quanto si legge nel messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al sindaco dell'Isola del Giglio, Sergio Ortelli. "In quella dolorosa circostanza cittadini e amministratori dell'Isola del Giglio e di Monte Argentario si prodigarono con abnegazione, dando prova di alto senso di civismo e umanità", aggiunge. "Con i medesimi sentimenti di partecipazione esprimo il più vivo apprezzamento agli operatori delle diverse strutture che, coordinando efficacemente la loro azione, sono stati impegnati nella difficile e rischiosa opera di soccorso dei naufraghi, di recupero delle vittime e di messa in sicurezza del relitto", conclude il Presidente.

Ieri all'Isola del Giglio è quindi avvenuta la prima commemorazione del naufragio alla presenza dei gigliesi, dei familiari delle vittime, dei soccorritori e delle Istituzioni.
La cerimonia è iniziata con il riposizionamento alle Scole dello scoglio strappato dalla chiglia della nave, a cui ha fatto seguito la Messa in suffragio delle vittime celebrata nella Chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano, dove la notte del 13 gennaio dell'anno scorso trovarono rifugio molti dei passeggeri della nave.
Attorno a mezzogiorno è iniziata la commemorazione ufficiale con la consegna delle onorificenze "Alla carità e solidarietà" al Capo Dipartimento della Protezione civile e Commissario delegato per l'emergenza Concordia, Franco Gabrielli, al Comandante Provinciale dei Vigili del fuoco di Grosseto che la notte della tragedia coordinò le operazioni, Ennio Aquilino, all'ammiraglio Ilarione dell'Anna per la Capitaneria di Porto, e a Elio Vincenzi e Kevin Rebello, rispettivamente marito e fratello delle due vittime ancora non ritrovate. Premiato anche il popolo intero del Giglio, che nei prossimi giorni riceverà anche la medaglia d'oro al valore civile per aver accolto, sostenuto e aiutato i quattromila passeggeri della nave. Sono state infine premiate con la cittadinanza onoraria le strutture operative intervenute nella gestione dell'emergenza
Nel pomeriggio, al Molo Rosso, è stata poi posata una lapide in memoria delle vittime del naufragio e, al Rivellino, è stata apposta una targa in ricordo dei gesti di solidarietà dei gigliesi.
Alle 21:45 invece, ora dell'incidente, è stato tenuto un minuto di silenzio a cui ha fatto seguito il suono delle sirene dei traghetti e delle barche ormeggiate in porto. Infine i familiari delle vittime insieme ai gigliesi hanno fatto alzare in volo 32 lanterne luminose, in direzione del relitto della Concordia, che, a distanza di un anno, è ancora lì: semisommerso a poche centinaia di metri dal porto a ricordare a tutti la tragedia, la paura e le perdite avvenute.

La rimozione del relitto è un argomento di cui si parla da mesi e che continua a presentarsi con tempi incerti e non definiti. Secondo quanto dichiarato in conferenza stampa dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, "il cronoprogramma colloca nel mese di settembre il momento della definitiva rimozione dalla nave dal luogo in cui si trova". Se prima o dopo dipenderà anche dalle condizioni del mare.
I costi della rimozione intanto aumentano di 100 milioni di dollari, riferisce la società Costa Crociere, che da 300 milioni diventano dunque 400. Inoltre il porto di destinazione del relitto, una volta rimesso in verticale, non è ancora stato scelto. Secondo il Presidente della Toscana, Enrico Rossi, il porto di Piombino sarebbe la scelta più adeguata perché è il più vicino al Giglio e da un punto di vista ambientale garantirebbe quindi più sicurezza: lì la nave, trascinata, potrebbe arrivare in un giorno e mezzo.

L'enorme relitto della Concordia, che giace nelle acque del Giglio, ha imposto una proroga allo stato di emergenza per l'Isola di ancora un anno. La proroga è stata votata dal Consiglio dei Ministri ed "é necessaria per garantire la buona riuscita delle operazioni complesse di rimozione e trasferimento della nave". Ancora un anno di difficoltà quindi per i rischi legati all'ambiente e per la convivenza del popolo del Giglio con un relitto che potrebbe incidere anche sull'economia stessa dell'Isola.



Sarah Murru