Fonte: Ingv

AdriaArray, la rete multinazionale che studia i processi geodinamici della sismicità nell'Adriatico

Il progetto è nato come esperimento di ricerca pensato per acquisire dati ad alta risoluzione a fini scientifici, ma la disponibilità di un numero così elevato di stazioni ha offerto a diversi Paesi europei l’opportunità di integrare temporaneamente questi dati nei sistemi operativi di sorveglianza sismica

L’obiettivo del progetto multinazionale AdriaArray, a cui partecipa anche INGV, è quello di studiare la struttura della crosta e del mantello e comprendere i processi geodinamici che controllano la sismicità nell’area centro-mediterranea. Al centro di questo sistema c’è la placca adriatica (Adria), una microplacca situata tra Africa ed Europa, la cui evoluzione è fondamentale per spiegare la formazione delle catene montuose che la circondano e la distribuzione dei terremoti nella regione.

Il progetto è nato come esperimento di ricerca pensato per acquisire dati ad alta risoluzione a fini scientifici, e non come rete di monitoraggio sismico in senso stretto. Tuttavia, la disponibilità di un numero così elevato di stazioni ha offerto a diversi Paesi europei l’opportunità di integrare temporaneamente questi dati nei sistemi operativi di sorveglianza sismica. In alcuni casi, il progetto ha anche rappresentato un’occasione per potenziare le reti permanenti di monitoraggio.

AdriaArray si basa su una rete estremamente densa di stazioni sismiche: oltre un migliaio di stazioni permanenti integrate da centinaia di installazioni temporanee a larga banda. Una configurazione di questo tipo garantisce una copertura quasi omogenea dell’area euro-mediterranea, un requisito fondamentale per studiare processi che si sviluppano su grandi scale. Nello specifico, aumentano le possibilità e le capacità di rilevare terremoti di piccola magnitudo e di applicare tecniche avanzate di ‘imaging’ sismico, e dei dati

“In Italia, la Rete Sismica Nazionale è tra le più sviluppate in Europa, ma presenta alcune disomogeneità, in particolare nella Pianura Padana e in Sardegna. In questo contesto, le installazioni temporanee costituiscono un’importante integrazione della rete sismica esistente, contribuendo a migliorare la copertura strumentale nelle aree con minore densità di stazioni”, scrive INGV in un comunicato stampa sul tema.

RED/MT

Fonte: Ingv