(Fonte foto: Croce Rossa Italiana)

Afghanistan: il lavoro della Croce Rossa per sostenere i profughi

I volontari e gli operatori della Croce Rossa Italiana sono al loro fianco sin dai primi momenti per accoglierli, farli sentire finalmente protetti, garantendo beni di prima necessità, supporto psicologico e screening sanitario

Migliaia di persone sono in fuga dall’Afghanistan. Molti di loro sono donne e bambini, riusciti ad arrivare in Italia con voli militari, affrontando enormi pericoli e senza riuscire a portare con sé nulla. Davanti hanno però la prospettiva di una vita nuova. 

In azione fin dal primo momento
I volontari e gli operatori della Croce Rossa Italiana sono al loro fianco sin dai primi momenti per accoglierli, farli sentire finalmente protetti, garantendo beni di prima necessità, supporto psicologico e screening sanitario e continueranno ad esserlo anche nei prossimi mesi, accompagnandoli nel percorso di integrazione nel nostro Paese. Per alcune migliaia che sono riuscite a fuggire, in milioni sono rimasti in Afghanistan. Oltre ai conflitti e la pandemia di Covid-19, la popolazione afghana sta affrontando una gravissima siccità con 11 milioni di persone a rischio malnutrizione. La Mezzaluna Rossa Afghana, grazie alla sua riconosciuta imparzialità, neutralità e indipendenza ha accesso ad aree dove le altre organizzazioni umanitarie non posso entrare. Volontari e operatori della Mezzaluna stanno continuando a portare aiuto ai più vulnerabili in tutto il Paese, raggiungendo anche le zone più remote con servizi sanitari, cibo e sostegno finanziario. La Mezzaluna Rossa Afghana continuerà questo lavoro anche in futuro ma servono fondi per rivitalizzare le colture, fornire risorse idriche e sostenere le persone più in difficoltà.



Il soccorso durante la guerra e la pandemia
“I nostri mediatori culturali aspettano queste persone sin dai primi passi in aeroporto” spiega Francesca Basile, Responsabile U.O. Migrazioni della CRI “li informano e li accompagnano ma soprattutto li rassicurano. Il nostro emblema è un simbolo di protezione e il nostro primo compito è farli sentire finalmente in salvo.” L’attività dei volontari e degli operatori della Croce Rossa continua all’interno del Terminal con la distribuzione di pasti e con attività di screening sanitario, dopo l’esito negativo del tampone Covid-19, “fondamentale per individuare, da subito, vulnerabilità o bisogni particolari per i quali attivare specifiche misure, ed assicurare una presa in carico dignitosa ed immediata.” “Stanno arrivando molti bambini, alcuni piccolissimi – continua Basile. Stiamo dando il massimo per regalargli qualche sorriso e momenti di leggerezza e svago. Un lavoro più complesso lo richiedono gli adolescenti, che hanno vissuto in maniera forse più completa il trauma. Per loro, come per gli adulti, sarà necessario un percorso di elaborazione che poteremo avanti con i nostri team di supporto psicologico”. Le attività della CRI infatti non si fermano alla prima accoglienza in aeroporto ma continuano in tutti i centri, da Sanremo (Imperia) a Settimo Torinese (Torino, gestito direttamente dalla Croce Rossa), da Camigliatello Silano e Montescuro (Cosenza) a Roccaraso (Aquila) fino a Piacenza, Parma, Riva del Garda (Verona) e Colle Isarco (Bolzano) ed Edolo (Brescia), dove i profughi stanno trascorrendo la quarantena in attesa di una nuova sistemazione.

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red/gp

(Fonte: Croce Rossa Italiana)