Ai trentini la terza edizione della Dolomiti Rescue Race

La gara riservata agli appartenenti al CNSAS, con delegazioni estere, è stata caratterizzata dal maltempo. Pioggia che non ha spento la competizione, vinta dalla squadra Paganella-Avisio Trentino

Sono stati i trentini a dominare la terza edizione della Dolomiti Rescue Race, la gara riservata al Soccorso Alpino che ha richiamato in Cadore squadre da tutt'Italia. La manifestazione - alla quale hanno partecipato anche alcune delegazioni estere -si è svolta a partire da venerdì scorso, ed è durata fino a domenica 6 ottobre. La Dolomiti Rescue Race di Pieve di Cadore è l' unica manifestazione nazionale ed Internazionale riservata ai componenti del Soccorso Alpino, con prove tecniche e di resistenza.
La gara di corsa si è svolta il sabato, lungo un percorso di 17 chilometri di sviluppo. I boschi del Cadore hanno fatto da cornice alla partenza, per poi, con il proseguire della gara, lasciare spazio alle rocce dell'Antelao. E' qui che i concorrenti, in squadre da quattro, hanno affrontato la parte più tecnica del percorso, percorrendo una cresta piuttosto aerea, allestita dall'organizzazione con alcune corde fisse. Poi via in discesa, a capofitto, calando per 1300 metri di dislivello. Il tutto sotto una pioggia a tratti battente, che ha reso più delicate anche le manovre di discesa in corda doppia, effettuate a metà circa della discesa.
Grandi gli applausi del pubblico di Pieve di Cadore, dove c'era l'arrivo. Il primo premio è stato dalla squadra n.11 Paganella- Avisio Trentino, composta da Stefano Valentini, Patrizio Telch, Daniele Pigoni e da Mirko Benvenuti: hanno concluso la gara in 2h 17' e 45". Secondi classificati gli atleti della Val Biois 1, che hanno chiuso in 2h 18' e 30". Al terzo posto i polacchi della squadra di Topr con un tempo di 2h 25' e 33". Le squadre partenti sono state 38, per un totale di 152 atleti.
Se il clima meteorologico ha dato qualche problema a concorrenti ed organizzatori, il clima di festa nel raduno del CNSAS ha sicuramente riscaldato l'atmosfera. Dopo la gara, in uno stand, è stato organizzato il pranzo per atleti e tifosi, e la giornata è continuata nel segno dell'allegria e dell'appartenenza alla grande famiglia del Soccorso Alpino e Speleologico. Pieve di Cadore ha fatto da cornice anche per la premiazione e per l'immancabile festa serale.


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