Allagamenti a Pordenone: chiesto lo stato di calamità

Sabato un nubifragio improvviso aveva provocato importanti allagamenti nella zona nord della città. Il Comune ha chiesto l'intervento della Regione, per mettere definitivamente in sicurezza un'area ad alto rischio

Il Comune di Pordenone ha chiesto alla Regione Friuli Venezia Giulia il riconoscimento dello stato di calamità, dopo il nubifragio che sabato pomeriggio si è abbattuto sulla città.
A essere colpita è stata soprattutto la zona nord, dove si sono verificati numerosi allagamenti. L'acqua ha raggiunto e superato la sede stradale in Via Chiesa di Roai: invase gran parte delle abitazioni e tutti i piani seminterrati. I danni ammonterebbero a parecchie decine di migliaia di euro. Non è la prima volta che questa zona settentrionale di Pordenone, anche per precipitazioni non eccezionali, va in crisi. La ragione sta tutta nell'assetto urbanistico, che vede molte strade - vie Budoia, Polcenigo, Castelfranco Veneto e San Daniele - sotto il ‘piano campagna': nel caso di forti temporali si trasformano in naturali vie di sfogo dell'acqua. I vecchi fossati, che proteggevano l'abitato, da decenni sono stati incanalati o eliminati in favore del cemento, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Già 20 anni fa l'amministrazione dell'epoca, quando il sindaco era Pasini, il Comune aveva ricevuto un finanziamento di 10 miliardi di vecchie lire per creare delle reti di sfogo idrico che scolmassero l'acqua in eccesso verso i laghetti di Rorai. Peccato che il piano originario, che avrebbe risolto gran parte dei problemi, sia stato snaturato: quei soldi sono serviti per sistemare la rete fognaria di altre zone della città.
Dopo gli ultimi allagamenti, il Comune ha deciso di vederci più chiaro e ha chiesto ai tecnici di effettuare un'analisi più approfondita sui pluviometri per capire l'impatto del dato registrato dalle centraline dell'Arpa, che hanno fatto segnare una quantità di pioggia di 30 millimetri in un'ora.
La richiesta dello stato di calamità alla Regione, con relativi trasferimenti di fondi, potrebbe essere, se accolta, un'occasione per mettere in sicurezza l'area. Secondo le stime servirebbero circa 10mln di euro per un intervento definitivo. Soldi che difficilmente saranno stanziati in un'unica soluzione, visto il periodo di tagli ai trasferimenti locali, ma anche quote minori potrebbero essere impiegate - fa sapere il Comune - nella sistemazione dei fossati lungo la Pontebbana, garantendo un migliore drenaggio delle acque. Intanto l'amministrazione pubblica pordenonese, ha già ottenuto quasi 5milioni di trasferimenti, utilizzati per potenziare le idrovore e sistemare il reticolo idrografico minore a Vallenoncello e Villanova. I lavori dovrebbero iniziare a breve.


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