Allarme Enea, nuova emergenza rifiuti in Campania nel 2011

Secondo il rapporto Enea-Federambiente c'è il rischio di una nuova emergenza rifiuti per Campania e Napoli. "Non basta un solo termovalorizzatore e stiamo esaurendo le discariche"

Potrebbe verificarsi una nuova emergenza rifiuti in Campania nella primavera del 2011. E' quanto prevede il rapporto realizzato da Enea e Federambiente, sugli impianti e le tecniche del sistema nazionale di trattamento dei rifiuti. "Il dato sul ricorso alla discarica è drammatico, lo smaltimento dei rifiuti non trattati è pericoloso per la salute", ha dichiarato Daniele Fortini, presidente di Federambiente.

Oltre la metà dei rifiuti prodotti in Italia finisce in discarica senza subire nessun trattamento: nello specifico, il 51,9% del totale della spazzatura prodotta, quasi 12 milioni di tonnellate all'anno. In Italia sono prodotti oltre 32 milioni di tonnellate di rifiuti l'anno, e nonostante gli impianti per lo smaltimento siano 393, con una capacità di trattamento di 27 milioni di tonnellate, nella realtà dei fatti questa capacità scende a 18-20 milioni. Un allarme ambientale e sanitario quello delle discariche, considerando inoltre che in discarica finisce anche tra il 15 e il 20% del Cdr (Combustibile derivato da rifiuti) oltre a una buona quantità di Fos (Frazione organica stabilizzata), entrambi materiali da bruciare attraverso l'incenerimento, che invece risulta la modalità di gestione più carente e che, quando assente, comporta un aumento dello smaltimento in discarica.

L'allarme per la Campania deriva dall'evidente carenza di impianti al centro-sud, in particolare per quel che riguarda il recupero energetico e il compostaggio. È preoccupante la situazione dell'inceneritore di Acerra, a rischio di ingorgo a causa dell'accumulo delle eco-balle pregresse che si sommano all'arrivo della spazzatura. "Quelle eco-balle che erano arrivate a circa 6 milioni di tonnellate, sono Cdr di bassa qualità. Sono troppo umide" dice Pasquale De Stefanis, responsabile dell'Unità Tecnica e Tecnologie ambientali dell'Enea. Per bruciarle tutte si arriverebbe "quasi a fine vita di un impianto", e per questo sono indispensabili altri termovalorizzatori come quello di Napoli e di Salerno. Ma per quanto riguarda il termovalorizzatore che dovrebbe sorgere nell'ex area industriale di Napoli est, "i suoli promessi da oltre un anno dalla Regione non sono stati ancora messi a disposizione" ha dichiarato Fortini, in qualità di amministratore delegato dell'Asia-Napoli Spa -Azienda speciale igiene ambientale - aggiungendo che "non basta un solo termovalorizzatore e stiamo esaurendo le discariche". La situazioni a Napoli è quindi molto pericolosa, e se non vengono individuate delle soluzioni è possibile un nuovo collasso per la primavera 2011, in particolare a causa del ritardo in cui versa l'impiantistica di supporto al sistema di gestione.

(red - eb)