Alleati contro lo smog: ecco il piano del Governo

Il Governo ha firmato il protocollo, insieme ad Anci e alla Conferenza delle Regioni, per contrastare l'aumento dell'inquinamento nelle città. I punti importanti: abbassamento dei limiti di velocità, abbattimento dei riscaldamenti, incentivi per l''uso dei mezzi pubblici e riduzione dell'utilizzo di biomasse per i caloriferi

Dopo le emergenze delle ultime settimane, arriva il piano del Governo, contenuto in un protocollo firmato anche da Anci e Conferenza delle Regioni: sostanzialmente si divide in due parti, una dedicata all'emergenza, l'altra, altrettanto importante, alla programmazione. Si inizia con quattro misure, che scatteranno dopo sette giorni di sforamento dei tetti di polveri sottili: abbassamento dei limiti di velocità di 20 km orari nelle aree urbane e nelle autostrade vicine ai centri abitati, abbattimento di due gradi della temperatura degli edifici, mezzi pubblici scontati e limitazione dell'utilizzo di biomasse per i caloriferi. È il risultato principale arrivato dalla riunione di ieri, che ha visto i rappresentanti del Governo, guidati dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, confrontarsi con Regioni e Comuni. L'obiettivo era trovare una linea comune per fronteggiare il problema dell'inquinamento dell'aria, interventi di breve periodo e misure strutturali. Nasce un Comitato centrale, coordinato dal Governo, che dovrài facilitare l'accesso a risorse che già ci sono: 405 milioni dal ministero dell'Ambiente, più altri fondi presenti in legge di Stabilità, per arrivare a circa un miliardo di euro. Per le emergenze, come quella di questo mese di dicembre, scatteranno strumenti che i sindaci avranno il potere di avviare dopo una settimana di sforamenti. Per il medio periodo (tre anni), invece, verrà creato un Comitato di coordinamento ambientale, presieduto da Galletti, che metterà insieme i presidenti delle Regioni e i sindaci delle Città metropolitane. I 405 milioni del ministero dell'Ambiente serviranno per la mobilità sostenibile (35 milioni), per le reti di ricarica elettrica (50 milioni), per l'efficienza energetica nelle scuole e nei condomini (250 milioni), per la riqualificazione degli edifici della pubblica amministrazione centrale (70 milioni). E poi ci sono anche la proroga per gli ecobonus del 65%, il nuovo sistema di detrazioni per i condomini, gli acquisti centralizzati di mezzi pubblici, gli incentivi al trasporto merci, le risorse per le piste ciclabili. Il protocollo ha individuato, programmaticamente, altri punti prioritari: tra questi spiccano l'abbattimento delle emissioni degli impianti di riscaldamento, il miglioramento del parco mezzi del Tpl e gli sgravi per la rottamazione dei veicoli. Nel frattempo a Milano, dove sono state tre le giornate di blocco del traffico, il Pm10 è ancora in aumento, e a Roma, dove sono stati fermati i veicoli più inquinanti e introdotte le targhe alterne, restano gli sforamenti in dieci centraline su tredici. Ma il meteo dice che la situazione dovrebbe cambiare fra qualche giorno. A corollario del tavolo governativo, Anci e Regioni hanno sottolineato quello che, nel prossimo futuro, andrà fatto. «Finora non avevamo le linee guida di cui da questo momento disponiamo e che dovrebbero facilitare l'adozione di linee d'azione omogenee», ha detto Piero Fassino, presidente di Anci. Per il presidente dell'Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, servono fondi per sostenere la rottamazione: «Abbiamo chiesto che si studi la possibilità di istituire un fondo straordinario per la rottamazione dei mezzi pubblici e privati più inquinanti».

red/lg