AllertaMeteoLIG: per quale ragione un hashtag molto utilizzato diventa un account?

Quale è la ragione per cui qualcuno ha fatto di un hashtag ampiamente utilizzato per segnalare una situazione precisa un profilo Twitter? Il tema dei contenuti e delle grammatiche condivise per la comunicazione del rischio e dell'emergenza è molto dibattuto. Dopo la l'alluvione in Sardegna la rete ha in qualche modo incominciato a adottare alcuni hashtag condivisi per le allerte meteo. Allora perché trasformarne uno in profilo? Ci piacerebbe capirne la ragione.

Durante l'alluvione in Sardegna del novembre 2013 "@insopportabile" propone su Twitter di usare l'hashtag #allertameteoSAR per contraddistinguere i contenuti e le informazioni su quello che stava accadendo. In breve #allertametoSAR# diventa l'hashtag di riferimento. Non molto tempo dopo Luca Zanelli (alias @capitanAchab) in un post intitolato '20 hashtagh per una protezione civile partecipata'  scrive: 'Primo passo per costruire una protezione civile partecipata sui social media: condividere una minima grammatica comunicativa. Che vuol dire adottare, diffondere e veicolare hashtag generici per emergenze e allerte territoriali vaste (che poi ogni istituzione può personalizzare aggiungendone altri che specifichino il luogo o l’evento)...' e propone una lista che riprende quello lanciato da @insopportabile declinandolo per tutte le regioni con la possibilità di personalizzarlo. Da li in poi la rete risponde e incomincia a diffondersi l'utilizzo degli hashtag proposti dalla lista di Zanelli (che di norma adottiamo anche noi). La consapevolezza di una grammatica condivisa è tale che in occasione delle recenti allerte meteo del Piemonte è nata una piccola querelle su Twitter in merito a quale hashtag utilizzare per condividere le informazioni sui social: #allertameteoPM o #allertameteoPIE, diatriba di cui abbiamo dato conto anche con una piccola attività di data journalism sul questo giornale. Anche il tavolo di lavoro sui social media promosso dal Dipartimento della protezione civile pone tra gli elementi di discussione la necessità di elaborare grammatiche comuni e lo fa partendo dal basso perchè è solo da li che nascono nella rete.
Ieri notte seguendo su Twitter la situazione in Liguria mi sono imbattuto nell'account @AllertaMeteoLIG, e ho trovato anche @AllertaMeteoIt. Non so a chi appartengano perché non ci sono molte informazioni se non 'Info real-time per allerta meteo in Liguria' però non ho potuto fare a meno di chiedermi: cosa succede quando un hashtag che sino a ora ha rappresentato un elemento di grammatica condivisa in tema di protezione civile diventa un profilo? E' chiaro che il proprietario dell'account ha il diritto inalienabile di chiamarlo come vuole, ma confesso che quando l'ho visto la prima reazione è stata di pancia, da essere umano ho provato un piccolo fastidio, come se potesse essere una furbata. La cosa che davvero non capisco è la ragione per cui è stato scelto un hashtag che identifica una situazione precisa e che come è noto è ampiamente utilizzato e che è frutto anche di un dibattito in rete (basta cercare un po' e si trovano diverse riflessioni in merito).  Nella comunicazione dell'emergenza su Twitter un hashtag riconosciuto e condiviso è soprattutto elemento di chiarezza al servizio dei cittadini che si informano e comunicano, trasformandolo in profilo non si rischia di creare confusione o peggio un po' di disinformazione? E in periodi di ordinarietà, ovvero senza allerte o emergenze, se si immettono contenuti con un profilo che si chiama 'allertameteoLIG' non si rischia di creare un po' di spaesamento?
Con ogni probabilità chi ha generato l'account utilizzando un nome che è già un hashtag utilizzato, lo ha fatto per dichiarare con precisione di cosa si occupa, come dire la mission nel nome, ma probabilmente si poteva farlo in altro modo.

Luca Calzolari


Nb Sia con il mio profilo @lcalzolari che con quello del giornale @giornalreprociv ho chiesto lumi per capirne la ragione.