fonte Pixabay

All'università Ca' Foscari nasce la cattedra Unesco sull'acqua

La cattedra, una delle 30 Unesco chairs in Italia, si propone di rafforzare le attività educative incentrate sull'uso più sostenibile dell'acqua

L'Unesco ha assegnato all'Università Ca' Foscari Venezia la "Cattedra Unesco" su Acqua, Patrimonio e Sviluppo Sostenibile. L'ateneo entra così nella lista delle quasi 800 Unesco Chairs (30 in Italia) che dal 1992 hanno coinvolto una rete di oltre 700 istituzioni di 116 Paesi del mondo, promuovendo collaborazione e scambio di conoscenza su temi cruciali in campo educativo, scientifico e culturale. 

Gli scopi sono fornire informazioni corrette ai decisori politici, realizzare nuove iniziative didattiche e formative, generare innovazione attraverso la ricerca e valorizzazione le diversità culturali nei programmi universitari. "Il riconoscimento - spiega il professor Francesco Vallerani, geografo e promotore della Cattedra - arriva dopo una prolungata attività di ricerca dedicata alla conoscenza e alla gestione dei patrimoni delle civiltà delle acque e alla promozione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile". 

La Cattedra, inoltre, premia l'attività dei geografi cafoscarini coordinati da Vallerani ed Eriberto Eulisse, direttore della Rete Mondiale Unesco dei Musei dell'Acqua, sviluppata con il supporto del Programma Idrologico Internazionale (Unesco-Ihp) e del Centro Internazionale Civiltà dell'Acqua onlus. La nuova Cattedra riconosciuta dall'Unesco a Ca' Foscari si propone, in particolare, di rafforzare le attività educative incentrate sull'uso più sostenibile dell'acqua.

Attività formative interdisciplinari comprenderanno lezioni e corsi volti a formare giovani talenti sui temi dell'educazione allo sviluppo sostenibile, dell'eco-idrologia, della geografia culturale, della socio-ecologia, dell'antropologia visiva, della museologia, delle digital humanities e dei tourism studies. Saranno un centinaio i beneficiari diretti delle attività di formazione programmate nel periodo 2020-2023, di cui la metà provenienti da Paesi del Sud del mondo.

Red/cb
(Fonte: Agi)