Un'immagine di Genova durante l'alluvione dello scorso anno

Alluvione di Genova
Domiciliari per Del Ponte e Cha

Gianfranco Del Ponte e Pierpaolo Cha sono dal primo pomerigggio agli arresti domiciliari. Entrambi sono accusati di falso e calunnia nell'ambito dell'inchiesta 'costola' sulla falsificazione del verbale del comitato di protezione civile del 4 novembre 2011, quando Genova fu colpita da una tragica alluvione che causo' 6 morti. Gli arresti sono dovuti al timore di un possibile inquinamento di elementi probatori.

Gianfranco Del Ponte e Pierpaolo Cha sono dal primo pomerigggio di ieri agli arresti domiciliari, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare del gip Annalisa Giacalone. I due sono accusati di falso e calunnia nell'ambito dell'inchiesta 'costola' sulla falsificazione del verbale del comitato di protezione civile del 4 novembre 2011.  Quel giorno Genova fu colpita da un'alluvione che provocò 6 morti. Del ponte e Cha, sono i superiori dell'ex responsabile della protezione civile del Comune di Genova Sandro Gambelli. Gli arresti sono dovuti al timore di un possibile inquinamento di elementi probatori. La misura cautelativa è stata adottata dopo l'interrogatorio di Gambelli davanti al pm Luca Scorza Azzarà.
Sandro Gambelli , dirigente di Protezione civile del Comune di Genova, era stato arrestato quattro giorni fa per falso e calunnia nell'ambito dell'inchiesta-stralcio sulle carte taroccate destinate al verbale per l' alluvione del 2011. Le parole riferite da Gambelli devono essre davvero pesanti, se ieri pomeriggio, poco dopo le 14, la procura di Genova ha notificato ai superiori di Gambelli un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, trasformando
Pierpaolo Cha e Gianfranco Delponte da indagati per reato in concorso a detenuti ai domiciliari. La decisione del giudice Annalisa Giacalone di  porre i due agli arresti domiciliari, sarebbe dovuta al fatto che i due ricoprendo ancora le rispettive cariche in Comune, avrebbero potuto inquinare le prove. I reati contestati sono falso e calunnia. Intanto però, ed è notizia di poco fa, a Gambelli sono stati revocati i domiciliari e dunque, anche se l'ex responsabile della protezione civile del Comune di Genova rimane sotto indagine, è potuto tornare in libertà.

Il mosaico di quanto avvenuto dopo l'alluvione e la tragedia sembra prendere forma: Gambelli avrebbe redatto il falso documento che raccontava una sequenza degli eventi accorciata rispetto alla realtà, in modo da rendere imprevedibile la "bomba d'acqua" prodotta dal torrente Fereggiano, ma a pensare quel documento sarebbero stati i suoi superiori gerarchici, Delponte e Cha.

La narrazione aggiustata sarebbe servita, secondo le stesse parole degli indagati, a evitare lo «sputtanamento dell'ufficio di protezione civile e dei volontari». Gambelli quindi avrebbe esguito un ordine. Lo stesso Gambelli avrebbe ricordatao che il vicesindaco Paolo Pissarello in un'intervista rilasciata poco dopo le 19 fornì la ricostruzione aggiustata della bomba d'acqua quando ancora lui stesso non aveva redatto il verbale. Dunque una accusa diretta ai suoi superiori: la decisione venne presa a un livello superiore rispetto al suo.

L'inchiesta va di pari passo con quella che vede indagato il responsabile delle organizzazioni di volontariato che in quei giorni si trovavano a Genova, Roberto Gabutti. Gabutti avrebbe scritto sul bollettino dei fiumi che un volontario alle 12 avrebbe riferito che il rio Fereggiano era sotto il livello di guardia. In realtà il volontario ha riferito agli inquirenti che non si trovava sul Fereggiano, ma era imbottigliato nel traffico lungo il Bisagno. Gabutti è indagato di falso e favoreggiamento perché avrebbe assecondato il disegno dei dirigenti comunali responsabili della protezione civile. Entrambe le inchieste fanno parte di un'indagine più articolata e complessa che intende far luce sulle responsabilità durante l'alluvione che provocò sei morti.

redazione / fonti AGI - Secolo XIX