Alluvione Sardegna: 636 sfollati di cui 217 in centri di accoglienza

Un aggiornamento diffuso ieri dalla Protezione civile sarda rende noto che sono 636 gli sfollati a causa dell'alluvione della scorsa settimana. Intanto la Regione ha attivato un'unità di crisi per gestire il post-emergenza

Sono 636 oggi i cittadini che in Sardegna hanno dovuto abbandonare la propria abitazione resa inagibile dall'alluvione e che ancora non possono rientrare: di questi 419 hanno trovato una sistemazione autonomamente, ospitati in abitazioni private di amici e parenti, mentre 217 sono assistiti in strutture di accoglienza.
Il dato viene dalla Sala operativa della Protezione Civile sarda. Nello specifico, le persone sfollate sono dislocate a Posada (9 assistite), Galtellì (2 autonome), Bitti (29 autonome), Torpè (2 assistite, 148 autonome), Solarussa (39 autonome), Terralba (50 autonome), Uras (113 autonome), Arzachena (7 assistite, 30 autonome), Olbia (196 assistite) San Gavino Monreale (2 assistite, 3 autonome), Sanluri (1 assistita, 5 autonome).
La Protezione Civile regionale inoltre fa sapere che sono ancora attivi i Centri operativi comunali di Posada, Galtellì, Dorgali, Orosei, Irgoli, Nuoro, Siniscola, Onanì, Bitti e Torpè. Si tratta delle strutture attivate dal sindaco per la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione. Attualmente sono mobilitati e in campo per l'emergenza: 164 volontari, 161 operatori Ente Foreste, 22 operatori Corpo forestale, 158 Vigili del Fuoco.
 
Ad oggi risulta ancora disperso G.F. di 62 anni,
trascinato via dalla corrente durante l'alluvione, e cercato senza sosta da 8 giorni l
ungo il corso d'acqua che collega Bitti e Torpè, nella Sardegna centrale.

Intanto la Regione Sardegna ha attivato un'unita di crisi per gestire il post alluvione e coordinare i lavori, tra cui le ricognizioni dei danni e il conseguente risarcimento. In accordo con il Dipartimento di Protezione civile nazionale, la Regione provvederà, con risorse proprie, al ristoro di quei danni subiti dai privati per i quali non è prevista copertura statale. Per le imprese la Regione ha già previsto una rimodulazione dei fondi europei ordinari, indirizzandoli al ristoro dei danni.


red/pc

(fonte: Regione Sardegna)