Alluvioni e incendi: gli effetti
dei cambiamenti climatici

Mentre la Russia soffoca per gli incendi, l'Europa centrale, la Cina e il Pakistan sono vittime di alluvioni e frane. È l'anno più caldo dell'ultimo secolo

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da una serie di eventi "estremi", causati dalle condizioni climatiche di quest'anno, quello che secondo il Noaa - National Oceanic and Atmospheric Administration - è il più caldo dell'ultimo secolo: si tratta di disastri naturali, come incendi, alluvioni, frane e allagamenti, che hanno fatto registrare un elevato numero di vittime, dispersi e sfollati, oltre a danni incalcolabili.

Da un lato la Russia, dove vengono registrate le temperature più elevate degli ultimi mille anni, con la capitale nascosta sotto una fitte nube di fumo causata dalle centinaia di incendi boschivi che divampano ogni giorno, e una concentrazione di monossido di carbonio nell'aria che è salita a quasi 5 volte il massimo livello ammissibile, tra le cause dell'aumento dei decessi del 50%. Dall'altro lato, l'Europa centrale, il Pakistan e la Cina, colpiti da alluvioni e inondazioni. Anche se la situazione nell'Europa centrale e orientale è un po' migliorata, le piogge torrenziali che da giorni si abbattono su queste zone hanno provocato 15 vittime, e l'emergenza rimane alta: nella regione di Bodadynia, in Polonia, più di 1200 abitazioni sono senza corrente elettrica; dopo le alluvioni dello scorso maggio-giugno, a causa delle quali morirono 22 persone, il maltempo ha messo nuovamente a dura prova questo Paese. Nella Repubblica Ceca tre persone risultano ancora disperse, mentre 900 case sono senza luce e 4 mila senza gas, e il Governo ha deciso di stanziare 1,6 milioni di euro per le misure di intervento. Come ha spiegato il primo ministro Petr Necas, "i fondi saranno messi a disposizione soprattutto per acquistare acqua potabile, viveri e detergenti, ma anche per riparare strade e ponti, fornire carburante ai vigili del fuoco e all'acquisto di alto-parlanti, diventanti l'unico mezzo di comunicazione in alcuni comuni". Tre morti anche in Germania, dove gli abitanti di un'intera cittadina sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, e quattro vittime del maltempo anche in Lituania.

Il Pakistan continua ad essere flagellato da piogge monsoniche: le inondazioni hanno già ucciso oltre 1.500 persone e lasciato senza casa oltre due milioni di sfollati. Si tratta della peggiore alluvione degli ultimi 80 anni, che ha danneggiato il 5% del raccolto di riso del Pakistan lasciando quasi 2 milioni di persone in condizioni decisamente critiche dal punto di vista dell'alimentazione. Violente piogge anche in Cina, dove frane e inondazioni hanno causato più di 300 vittime. E intanto, da uno dei principali ghiacciai della Groenlandia si è staccata un'enorme isola di ghiaccio, grande quattro volte Manhattan, che si sta spostando verso gli Stretti di Nares, destinato a sciogliersi galleggiando alla deriva, alimentando inevitabilmente l'innalzamento dei mari.

Già alcune settimane fa Jay Lawrimore, meteorologo responsabile del comitato 'Climate Extreme' del Noaa, aveva messo in guardia da possibili inondazioni catastrofiche e clamorosi episodi di siccità, che in effetti si stanno verificando in questi giorni. Le catastrofi ambientali che stanno colpendo diverse zone del mondo, dal caldo estremo alle inondazioni, sono quindi l'effetto dei cambiamenti climatici in corso. Secondo l'Ipcc - Intergovernmental panel on climate change - dell'Onu "si tratta di eventi destinati a ripetersi ed intensificarsi in un clima alterato dai gas serra". Andrew Watson, climatologo britannico, ha comunque sottolineato che quasi sicuramente "l'aumento della frequenza di fenomeni di questo tipo negli ultimi venti o trent'anni è legato ai cambiamenti climatici, ma non è possibile basarsi su una singola estate, perché per definizione si tratta di meteorologia e non di clima, e questo si misura nell'arco di almeno un decennio".



(red - eb)