(foto: Il Giornale della Protezione Civile.it)

Alluvioni e maltempo in Italia, Gabrielli: ''la protezione civile non ha piu' soldi''

Il Prefetto Franco Gabrielli ha visitato ieri il modenese alluvionato e l'imperiese colpito da frane e allagamenti in seguito all'ultima ondata di maltempo. L'Italia è piena di emergenze, ma la protezione civile non ha più soldi per far fronte a tutti i danni subiti dalle Regioni

La protezione civile non ha più soldi per le emergenze. E' il bilancio tratto da Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, in visita ieri nel modenese alluvionato. "Qui c'è stata un'alluvione, io ne ho in gestione attualmente 12 e il fondo di protezione civile è già esaurito". "Nel momento in cui in un Paese al 26 di gennaio il fondo per le emergenze è già esaurito allora in tutti noi dovrebbe scattare una legittima domanda: forse siamo un po' sfortunati perché ci sono tante emergenze e forse anche perché il Paese vive, sotto il profilo della finanza pubblica, un momento di particolare disagio?".

"Mi rendo conto che per chi ha due metri di acqua in casa, l'imprenditore che ha avuto il terremoto e ha provato con tutta la forza a ripartire, questi ragionamenti risultino difficili" prosegue Gabrielli, "in questo periodo sono mancati i soldi, non l'attenzione. I cittadini di Bomporto e Bastiglia non saranno - in ogni caso - lasciati soli" rassicura il Capo Dipartimento riferendosi qui direttamente all'emergenza alluvione nel modenese.


Il Capo Dipartimento ha dato queste informazioni durante l'incontro con il tavolo di coordinamento al Centro unificato provinciale di protezione civile di Marzaglia avvenuto al termine del sopralluogo effettuato ieri in elicottero sull'area colpita. All'incontro erano presenti anche Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia Romagna e la modenese Cécile Kyenge, Ministro per l'integrazione. Il Governo "ha riconosciuto la particolarità di questa alluvione, importante di per sé, ma che acquista rilevanza diversa avendo interessato in modo quasi chirurgico un territorio in precedenza colpito dal terremoto" ha proseguito Gabrielli. Ci sarà quindi "da parte delle istituzioni, un atteggiamento più attento", e "già la procedura adottata dal Consiglio dei ministri con i primi provvedimenti è particolarissima".

"Credo che i cittadini possano ragionevolmente sperare che ci sarà un percorso quanto più agevolato possibile per il ristoro dei danni. L'attuale sistema della richiesta dello stato di emergenza - ha aggiunto Gabrielli - prevede una prima fase in cui vengono riconosciute le spese legate all'emergenza e una seconda per il riconoscimenti dei danni a cittadini e imprese. Posso dire che in questo caso la situazione è un po' diversa". Un primo rapporto sui danni sarà esaminato dal Governo la prossima settimana per la dichiarazione dello stato di emergenza, "e le condizioni perché venga riconosciuto ci sono tutte". Gabrielli ha poi sottolineato che "le istituzioni, sull'emergenza terremoto prima e adesso su questa, stanno lavorando attivamente. La popolazione colpita da questa nuova emergenza non sarà lasciata sola".

Gabrielli ha infine incontrato i rappresentanti delle associazioni di volontariato locali e nazionali impegnate nell'emergenza, ringraziandoli "per la generosità e la professionalità" e ha ricordato che sono ancora in corso le ricerche del disperso Giuseppe Oberdan Salvioli "che ha perso la vita per tutti noi, mentre aiutava nei soccorsi".

Dopo l'incontro nel modenese Gabrielli si è recato a Montalto Ligure, nell'imperiese, altra zona fortemente colpita dal maltempo dei giorni scorsi. In questa prima fase dell'emergenza "non ci sarà alcun ristoro ai privati. La dichiarazione dello stato di emergenza comporterà lo stanziamento di somme che andranno esclusivamente alla parte pubblica" che saranno quindi destinate al risarcimento degli "interventi che ci sono stati e alla mitigazione del rischio". Nella seconda fase dell'emergenza invece, "all'esito degli accertamenti e delle ricognizioni del commissario che verrà nominato, il Governo deciderà se, come e quanto erogare ai privati".

Sulla somma che potrebbe ricevere la Liguria dal Governo, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, Gabrielli ha sottolineato che "i 350 milioni [somma stimata per i danni complessivi della Liguria causati dal maltempo n.d.r] potrei abbinarli alle tante altre centinaia di milioni che riguardano altre regioni: dall'Emilia, alla Toscana, all'Umbria, alla Puglia, alla Basilicata e alla Calabria. Occorre capire che l'entità dei danni non è, di per sé, indicativa di quelle che saranno le risorse, che sono poche e devono essere distribuite su molti fronti".


Redazione/sm