Alpi Apuane e terremoto,
appello del CNSAS: evitare
le escursioni in grotta

Prosegue lo sciame sismico in Garfagnana e Lunigiana, e, anche se le scosse sono di lieve entità, trovarsi nella pancia della terra quando tutto scuote, può essere molto pericoloso. Lo fa presente il Soccorso alpino e Speleologico toscano (SAST), che invita a rimadare le escursioni sotterranee a tempi migliori

La terra trema ancora in Lunigiana e Garfagna, per effetto dello sciame sismico seguito alla prima forte scossa di Ml 5.2 del 21 giugno scorso. E' una cosa normale, che dovrebbe scemare, prima o poi, ma quando terminerà del tutto è impossibile stabilirlo.
La vita quotidiana e tutte le attività connesse, a
Massa e Lucca, le due provincie interessate dallo sciame, stanno procedendo abbastanza regolarmente al momento,  ma ci sono attività che, in presenza di movimenti tellurici, è decisamente meglio non affrontare o farlo con tutta la prudenza necessaria e forse anche di più.
Una di queste attività sono le escursioni in grotta, ma anche le normali escursioni sulle Alpi Apuane.

Mario Cecchi
, responsabile del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS - SAST ) toscano avverte: "In grotta i terremoti, come hanno fatto per millenni e per altrettanti continueranno a farlo, 'assestano ed equilibrano' il nostro amato ambiente sotterraneo, ma vi garantisco che trovarsi là sotto, quando si verifica quel tipo di lavorio, non è cosa affatto piacevole".

Quindi per 'non andarsi a cercar grazie storte', come dice il saggio proverbio, meglio sarebbe desistere dall'affrontare percorsi sotteranei in questo periodo, consapevoli soprattutto del rischio non solo per la nostra vita ma anche quella del soccorritore (volontario)  chiamato a recuperaci dalla pancia della terra.

Cecchi comunque fornisce alcune indicazioni, a cui attenersi sempre quando si compiono escursioni in grotta, e a maggior ragione in questo periodo:

1. Comunicare sempre la destinazione dell'uscita e, con un'approssimazione non troppo abbondante, l'ora prevista del fine escursione. Se non lo si fa, si rischia di sperimentare sulla propria pelle il terribile significato del termine "angoscia". Un ritardo di 45 minuti può essere considerato accettabile, oltre questo termine è bene che chi vi aspetta cominci a preoccuparsi: pertanto è essenziale che, se il ritardo è causato da un rallentamento e non da un incidente, qualcuno del gruppo esca a dare notizie.

2. Come allertare il soccorso: se non si dispone dei numeri specifici del soccorso speleologico,  chiamare un numero di un qualsiasi membro del CNSAS, dal momento che  la macchina si mette comunque in moto automaticamente. Se non si dispone di tali numeri, allertare il 118 specificando la necessità di un intervento del CNSAS (la telefonata di solito è registrata), che ha tutti i numeri del CNSAS.

3. In caso di condizioni meteorologiche avverse (le previsioni oggigiorno sono decisamente attendibili) rimandare l'uscita a tempi migliori... (le grotte possono aspettare, la nostra sicurezza no).



red/pc