Fonte WWF Italia

Amazzonia: Bolivia chiede aiuto, l'Ue invia la protezione civile

Commissione Ue: esperti europei in partenza per le zone colpite dagli incendi. E il referente per l'Amazzonia del Wwf : “combattiamo il fuoco da tre settimane”

Dopo il tira e molla sugli aiuti economici per l'emergenza incendi in Amazzonia di cui si è reso protagonista nei giorni scorsi il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, oggi l'attenzione si sposta sulla Bolivia. Ieri infatti proprio il governo di La Paz ha chiesto assistenza alla Commissione europea che ha quindi deciso di attivare la protezione civile dell'Ue. L'obiettivo è quello di aiutare i boliviani a combattere gli incendi boschivi nella regione di Chiquitania, zona nell'est del Paese al confine con Brasile e Paraguay, il cui territorio fa parte del bacino del Rio delle Amazzoni. La prima azione immediata è stata la convocazione di un team di esperti degli Stati membri dell'Ue da inviare nelle aree colpite.

"L'Ue è solidale con la Bolivia e tutti i paesi della regione colpiti da questi incendi devastanti. Abbiamo il dovere comune di lavorare insieme per proteggere il nostro ambiente", ha affermato Christos Stylianides, Commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi. Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell'Ue è ora in stretto contatto con le autorità boliviane per monitorare la situazione e fornire ulteriore assistenza.

E intanto continuano gli appelli delle associazioni come il Wwf per proteggere il “polmone verde” del mondo. Proprio oggi l'associazione ambientalista italiana ha diffuso una nota dal titolo “Amazzonia, Wwf: Tre ecoregioni sotto scacco del fuoco in area fra Bolivia, Brasile e Paraguay” nella quale ha raccolto la testimonianza di Jordi Surkin, direttore dell’Unità di Coordinamento Amazzonica del WWF Latino America che vive e lavora in una delle aree più colpite della foresta tropicale sudamericana, la foresta di Chiquitana del territorio boliviano.

"Gli incendi stanno colpendo tre ecoregioni tra le più importanti per il pianeta, in una area compresa tra Bolivia, Brasile e Paraguay: la prima è l'Amazzonia, la foresta tropicale più estesa del pianeta, bacino idrico fondamentale che conserva il 20% dell'acqua globale e che riesce a stoccare il 25% del carbonio presente sulla terra. Questi incendi stanno liberando il carbonio nell'atmosfera aumentando così i danni dei cambiamenti climatici globali” spiega Surkin.

La seconda è il Pantanal, la zona umida più vasta del pianeta, incastonata tra Brasile, Bolivia e Paraguay. La terza area è la Chiquitana forest, tra Bolivia e El Chaco. “Il fuoco quindi sta minacciando aree di enorme importanza per la conservazione della biodiversità del pianeta, per la regolazione del clima e soprattutto fondamentali per la sopravvivenza di intere comunità che stanno perdendo le loro terre, la possibilità di avere cibo e ricavare guadagni, e in molti casi la loro casa. Il costo umano e sociale di questi incendi disastrosi e' enorme, la gente deve saperlo” ha continuato Surkin. 

"Le nostre guardie stanno combattendo il fuoco da almeno 3 settimane: il mondo, infatti, ha saputo degli incendi solo ora, ma qui la lotta è iniziata ben prima. Purtroppo siamo nel mezzo della stagione degli incendi che di solito dura fino a novembre: a settembre quindi la situazione sarà molto simile ad agosto” continua il referente Wwf. Il governo boliviano sta impiegando un Boeing 747 per spegnere gli incendi capace di trasportare circa 75.000 litri di acqua. In molte aree il fuoco purtroppo e' totalmente fuori controllo e si sta estendendo in modo impressionante. “Nel solo dipartimento di Santa Cruz in Bolivia, dove mi trovo ora, finora e' andato in fumo oltre un milione di ettari di foresta. Stiamo mettendo in campo tutti gli sforzi possibili per salvare queste aree in cui lavoriamo con progetti di conservazione" racconta Surkin. 

Una tragedia, conclude il testimone, dai costi ambientali e sociali enormi:  "Una comunità che vive nella Chiquitana forest ha perso circa 60 mila dollari di legname raccolto maniera sostenibile, il guadagno di un intero anno di lavoro andato in fumo, oltre alla perdita del territorio in cui vivono. Questo sta accadendo anche in Brasile. La gente perde territorio, cibo, casa”. Mamme e bambini sono stati evacuati a causa del fumo e delle condizioni di vita impossibili per colpa degli incendi. Il WWF in questi anni e' riuscito a ottenere dai governi la tutela del 50% dei territorio forestali dell'Amazzonia in cui vivono le popolazioni indigene. Non possiamo perdere tutto questo e vanificare gli sforzi. Il ruolo di queste popolazioni e' fondamentale per conservare l'integrita' delle foreste".

Qui il testo integrale della testimonianza pubblicata dal Wwf 


Red/cb
(Fonte: Ansa)