Ambiente: giro di vite della UE sulle emissioni di inquinanti da combustione

Una nuova direttiva UE mirata a tutelare la salute dei cittadini pone limitazioni alle emissioni in atmosfera di alcuni inquinanti derivati dagli impianti di combustione di media potenza (>1 MW e < 50 MW)

E' stata pubblicata sulla GUUE L 313 del 28 novembre 2015 (Gazzetta ufficiale UE)  la Direttiva UE n. 2193/2015 del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi. La direttiva si applica agli impianti di combustione aventi una potenza termica nominale pari o superiore a 1 MW e inferiore a 50 MW («impianti di combustione medi»), indipendentemente dal tipo di combustibile utilizzato, e agli insiemi formati da nuovi impianti di combustione medi, anche qualora la loro potenza termica nominale totale sia pari o superiore a 50 MW (si consideri che una normale caldaia per il riscaldamento domestico ha una potenza mediamente al di sotto dei 35 kW). La norma è entrata in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Secondo il Parlamento europeo e il Consiglio, sebbene le emissioni di inquinanti nell'aria siano state ridotte in misura significativa negli ultimi decenni,  i livelli di inquinamento dell'aria sono ancora critici in molte parti d'Europa e i cittadini dell'Unione continuano a essere esposti agli inquinanti atmosferici, potenzialmente nocivi per la loro salute e il loro benessere. Gli ecosistemi infatti sono tutt'ora colpiti da depositi eccessivi di azoto e zolfo associati a emissioni originate dal settore dei trasporti, da pratiche agricole non sostenibili e dalla produzione di energia elettrica. In molte zone dell'Unione i livelli di inquinamento dell'aria rimangono ancora al di sopra dei limiti fissati dall'Unione e gli standard di qualità dell'aria dell'Unione non rispettano nemmeno gli obiettivi individuati dall'Organizzazione mondiale della sanità: le valutazioni scientifiche indicano che l'inquinamento atmosferico accorcia mediamente  la vita dei cittadini UE di 8 mesi.
A livello internazionale, in materia di inquinamento atmosferico la UE si è assunta l'impegno di ridurre l'acidificazione, l'eutrofizzazione, l'ozono troposferico e le emissioni di particolato: questa direttiva ha quindi lo scopo di
limitare ulteriormente i rischi potenziali per la salute umana e per l'ambiente, stabilendo nuove norme per il controllo delle emissioni nell'aria di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx) e polveri da impianti di combustione medi e per il monitoraggio delle emissioni di monossido di carbonio (CO).
La norma è entrata in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea: tuttavia gli Stati membri avranno, in alcuni casi, la possibilità di concedere maggior tempo per adeguarsi ai valori limite di emissione, ad esempio agli impianti per la  produzione di calore utile a una rete pubblica di teleriscaldamento o agli impianti a biomassa. E' inoltre facoltà degli  Stati membri esonerare dall'obbligo di osservare i valori limite gli impianti di combustione medi utilizzati in caso di emergenza e attivi per limitati periodi di tempo.

red/pc