Ambiente, Mattarella: "Non sfiguriamo il pianeta". D'Angelis: "L'Italia ha cambiato rotta. Oggi investiamo in prevenzione"

"Si prenda esempio dalle donne, più capaci di produrre senza distruggere, di costruire e innovare tutelando e salvaguardando": così ieri il Presidente Sergio Mattarella parlando del grave disseto del territorio italiano. E da #italiasicura una buona notizia: già stanziati 9 mld per la prevenzione e dal prossimo mese partiranno le prime opere strutturali attese anche da 48 anni

"Siamo con il Presidente Mattarella, è la prevenzione che salva vite umane e riduce i danni restituendo qualità e sicurezza ai territori". Ad affermarlo  Erasmo D'Angelis, Capo della Struttura di missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico sulle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della "Giornata internazionale della donna", sull'importanza della prevenzione: "Non si può continuare a gestire la questione ambientale con l'esclusiva ottica dell'emergenza -  ha infatti sottolineato il Presidente Mattarella - Le donne, con la loro capacità di visione e sensibilità, ci insegnano che la prevenzione dei disastri ambientali è una cultura che va radicata all'interno della società e delle istituzioni italiane, e che, nel medio e nel lungo periodo, salva vite, produce risparmi e genera ricchezza. Le donne sono più capaci di produrre senza distruggere, sanno costruire e innovare tutelando e salvaguardando. I cambiamenti climatici, la deforestazione, l'inquinamento dei fiumi e dei laghi, la contaminazione del cibo, la scomparsa di specie animali e vegetali rischiano di sfigurare il volto del pianeta, ma anche di peggiorare, in modo drastico, la qualità della vita nostra, dei nostri figli e delle generazioni a venire. La scarsa attenzione alla salvaguardia del territorio, l'abbandono dei campi, la mancata cura dei boschi, l'inquinamento, lo sfruttamento intensivo delle risorse ambientali, producono danni incalcolabili in un contesto fragile come quello italiano. La mano dell'uomo - ha ricordato infine  il Presidente - è spesso alla base di dissesti, alluvioni, frane, che sono pericolosi per la vita dei cittadini e comportano un dispendio di energie e di risorse pubbliche Da qui la necessità di passare dalla logica dell'emergenza a quella della prevenzione".

Ma, secondo D'angelis, la svolta è già avvenuta: "Per la prima volta nella storia della Repubblica abbiamo voltato pagina - ha affermato il capo struttura - lo Stato si è riorganizzato e dall'inseguimento delle emergenze oggi investiamo finalmente nella prevenzione che è sempre stata promessa ed è sempre mancata. Non c'è una bacchetta magica, ma ci sono complessivamente 9 miliardi di euro, tra fondi recuperati e non spesi e nuove risorse, che trasformeremo in 7 anni di cantieri aperti in tutta Italia".

"Il Cipe ha gia stanziato, il 29 febbraio scorso, i primi 700 milioni e dal prossimo mese partiranno le prime opere strutturali attese anche da 48 anni nelle 14 citta metropolitane da Genova a Milano a Messina. Dobbiamo fare di tutto per ridurre i rischi - ha concluso D'Angelis - danni e vittime. Nei 70 anni anni compresi tra il 1945 e il 2014, in Italia frane e inondazioni hanno causato 5455 morti, 98 dispersi, 752.000 famiglie sfollate e hanno colpito 2458 comuni e tutte le regioni con danni per una media di 3.5 miliardi l'anno".

 

red/pc

(fonte: Italiasicura /
askanews)