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Osservatorio Nazionale Amianto: "Ancora a rischio scuole e palestre"

È una realtà preoccupante quella che emerge dalla conferenza dell'Osservatorio nazionale amianto (Ona) e del Comitato nazionale italiano Fai play. Secondo i dati, sarebbero 2.400 le scuole a rischio, con un bacino di 350.000 alunni e 50.000 docenti

Il problema amianto, a quasi 30 anni dalla messa al bando, continua a colpire la quotidianità. La situazione sarebbe infatti "al limite" per scuole e palestre non a norma, dove in alcuni casi "per poter imparare e insegnare si rischia la propria incolumità" per via della presenza di amianto. È una realtà preoccupante quella che emerge dalla conferenza dell'Osservatorio nazionale amianto (Ona) e del Comitato nazionale italiano Fai play, Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l'amianto, in cui si è analizzato lo stato di salute degli impianti sportivi "afflitti dal degrado e dalla contaminazione da amianto". Secondo i dati, sarebbero 2.400 le scuole a rischio, con un bacino di 350.000 alunni e 50.000 docenti.

"La presenza di amianto negli impianti sportivi e il rischio concreto per la collettività - viene spiegato - si lega in alcuni casi all'assenza di adeguati investimenti di ammodernamento delle strutture". Per questo l'Osservatorio propone "un più efficace utilizzo degli strumenti tecnico normativi e finanziari costituiti dai Piani pluriennali di interventi, con utilizzo del fondo sport e periferie". Inoltre una "dotazione di fondi per la bonifica e messa in sicurezza di tutti gli impianti sportivi nell'ambito dell'ammodernamento di tutte le strutture, che permetta di conseguire anche maggiore efficienza e fruizione del servizio anche per tutti i cittadini".

"Rispetto e lealtà - osserva Giovanni Malagò, presidente del Coni - valori della vita che il Comitato nazionale italiano Fair play promuove da anni con grande passione. Una riflessione è doverosa, ed è giunto il momento di fare sistema tra le diverse istituzioni per difendere i nostri ragazzi. Il binomio sport e ambiente costituisce un importante mezzo per la formazione dell'individuo e la creazione di quella cultura necessaria al rispetto della salute di ogni individuo. Noi ci siamo".

"È fondamentale affrontare e risolvere il problema amianto in Italia - ha detto Ezio Bonanni, presidente Ona - dando priorità alle scuole, agli impianti sportivi e agli edifici pubblici, per evitare tutte le forme di esposizione alla fibra killer, e quindi realizzare la vera prevenzione che è quella primaria. In questo modo, si ammodernano le strutture, si aprono i cantieri, si crea lavoro e si tutela la salute e l'ambiente".

Secondo l'Osservatorio, in Italia continuano a contarsi 6000 morti all'anno a causati dalle polveri dell'amianto. In Italia sono presenti ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, 33 in matrice compatta e 7 friabile, dislocati in un milione di siti, di cui 50.000 industriali e 40 di interesse nazionale (di questi, 10 solo per amianto, da Fibronit di Broni e di Bari a Eternit di Casale Monferrato)" e "questa situazione sta provocando un fenomeno epidemico con 6.000 decessi ogni anno di mesotelioma (1.900), asbestosi (600), e tumori polmonari (3.600)". Questo lo stato dell'arte sull'amianto nel nostro Paese illustrato nel corso della conferenza. L'Osservatorio ha anche compiuto un censimento sui materiali che contengono amianto: "2.400 scuole, con esposizione alla fibra killer di almeno 352.000 alunni e 50.000 tra docenti e non docenti; 1.000 biblioteche ed edifici culturali; 250 ospedali, 300.000 chilometri di tubature, che diventano 500.000 compresi gli allacciamenti". E "gli stessi impianti sportivi, realizzati prima dell'entrata in vigore del divieto di utilizzo di amianto (1 aprile 1993) presentano materiali in amianto e contenenti amianto e necessitano quindi di bonifica". La presenza di amianto nelle scuole parla, per esempio, per il Lazio di "64 tonnellate di amianto compatto e 150 chilogrammi di amianto friabile", per le Marche di "amianto friabile in 89 istituti scolastici e di ricerca e in 24 impianti sportivi", per la Sardegna "in 395, di cui 72 bonificati e 323 ancora da bonificare".

"Abbiamo bisogno dell'impegno di tutti perché il problema che ci troviamo a fronteggiare è di proporzioni enormi". Così si è espresso il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, che era intervenuto anche alla Giornata mondiale delle vittime dell'amianto, poco più di un mese fa. In Italia l'amianto continuerà a uccidere anche nei prossimi anni, dal momento che i tumori che causa, mesotelioma in testa, impiegano decenni a manifestarsi. Il picco è previsto tra 2025 e 2030. Per questo motivo Costa ha annunciato di aver "provveduto a istituire presso il ministero dell'Ambiente una commissione di lavoro per la riforma della normativa sull'amianto, che entro tre mesi produrrà i primi risultati".

red/gp

(Fonte: ANSA)