ANCI e gestione sisma: decisivo
ruolo di rappresentanza

Tantissimo è stato fatto in 5 mesi per arginare l'emergenza terremoto: l'Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani Italiani, ha pubblicato una brochure che riassume il lavoro svolto dall'Associazione che, nella gestione di questa calamità, ha assunto un nuovo ruolo di importante rappresentanza all'interno delle strutture decisionali

A cinque mesi dai tragici terremoti del 20 e 29 Maggio scorsi, l'ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani Italiani - dell' Emilia-Romagna ha sintetizzato in una brochure riassuntiva il resoconto del proprio lavoro svolto a supporto dei comuni emiliani colpiti.
La brochure, disponibile anche sul sito internet di ANCI ER in formato pdf, sintetizza per punti le diverse fasi di intervento che l'Associazione ha messo in atto immediatamente dopo il verificarsi del primo evento sismico del 20 maggio.

La prima fase riguarda la "risposta all'emergenza": oltre ad aver affiancato ed assistito i sindaci nella primissima fase di emergenza e nell'attivazione delle relative strutture, ANCI ha messo a disposizione oltre 50 squadre di tecnici comunali per i rilievi di agibilità, 3 kit servizi-docce-spogliatoi (per un valore di 90.000 euro), personale con diverse competenze a supporto delle Ammistrazioni terremotate per un totale di 4.500 giornate/uomo,  9.000 giornate/uomo di Dirigenti e Agenti di polizia locale ed ha attivato 24 unità di personale dalle associazione dei geometri volontari (per un totale di 576 giornate/uomo su 9 comuni) per l'affiancamento ai Comuni nell'istruttoria delle ordinanze.

La seconda fase riguarda "l'avvio e il supporto alla ricostruzione": per mettere in rete Comuni, Province e Regione, Anci ha realizzato il sito www.sisma2012.it, 'contenitore unico' per le attività di informazione e comunicazione fra enti.
Un accordo fra Anci e Regione ER ha attivato inoltre l'utilizzo del sistema informativo MUDE (Modello Unico Digitale per l'Edilizia), piattaforma tecnologica a diposizione dei professionisti per l'inoltro via telematica delle documentazioni per le pratiche edilizie di ricostruzione. Anci inoltre ha realizzato DALMON (Dati per la Localizzazione ed il Monitoraggio Numerico) piattaforma on-line che garantisce la trasparenza delle risorse economiche, strumentali e di personale utilizzate a supporto delle attività per la ricostruzione. Altra importante sostegno messo in campo da Anci è stata l'iniziativa "ADOTTA UN COMUNE", che tramite gemellaggi con i comuni terremotati, ha raccolto denaro e personale.

Fattore di spicco e novità nella gestione dei terremoti di maggio, è il ruolo di rappresentanza che ANCI ha assunto nelle azioni di governo delle varie fasi emergenziali e post emergenziali: per la prima volta infatti ANCI è entrata,  con un propria Rappresentanza autonoma ma fortemente integrata con il DPC, le Strutture Operative, la Rappresentanza delle Regioni e delle Province, a far parte della DI.CO.MAC (Direzione Comando e Controllo) istituita con decreto del Capo Dipartimento Protezione Civile il 2 giugno 2012 e attiva fino i primi giorni di agosto. In questo modo Anci ha concretamente partecipato e concorso all'assunzione delle decisioni prese dall'organo che per istituzione è deputato al coordinamento nazionale delle strutture di protezione civile delle aree colpite dalle grandi emergenze. Una volte terminate le attività della DI.CO.MAC, il 2 agosto scorso, le competenze sono state passate ai Presidenti di Regione/ Commissari Delegati: ANCI ha mantenuto una propria rilevante rappresentanza presso l'Agenzia Regionale di protezione civile, mentre Angelo Rughetti, Segretario e Direttore generale ANCI, è stato nominato Direttore dell'ufficio coordinamento Comitato istituzionale  della struttura commissariale del Presidente Errani.

A questo proposito, abbiamo raccolto il commento di Marco Iachetta, Vice Delegato ANCI nazionale per la Protezione Civile e Rappresentante ANCI prima in DICOMAC e poi presso l'Agenzia Regionale di Protezione Civile:
"L'emergenza sisma in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto è capitata durante una importante revisione della normativa di riferimento della Protezione Civile che ha comportato la necessità di operare in un quadro di regole in piena evoluzione, con risorse oggettivamente limitate e con procedure operative da riscrivere "in corsa", nel pieno dell'emergenza.
In questo contesto la collaborazione tra ANCI, il Dipartimento della Protezione Civile, le Regioni e le altre componenti del Servizio Nazionale di P.C. è stata molto stretta e improntata alla massima disponibilità e fiducia. La formula della "Rappresentanza" dell'ANCI (e poi anche dell'UPI) in seno al Coordinamento Operativo Regionale, alla Direzione Comando e Controllo e poi all'Agenzia di Protezione Civile dell'Emilia Romagna (con capacità operative autonome sempre gestite in sinergia con il sistema dei soccorsi), ha portato una concreta e positiva innovazione consentendo di avere un riferimento sicuro per i Comuni colpiti e per tutto il sistema dei soccorsi. Operando dal 20 di maggio a supporto dei Comuni, poi in COR, poi in DICOMAC e infine con l'Agenzia regionale riscontriamo un solido apprezzamento per il lavoro del "sistema ANCI" che, sull'esperienza di questa emergenza, potrà e dovrà proseguire su questa strada sia a livello nazionale che nelle singole ANCI regionali, che qui ringraziamo insieme a tutti i Comuni e le Unioni per il grande supporto dato nell'emergenza. Adesso, grazie all'azione propositiva del Comitato paritetico di Protezione Civile presieduto da Lorenzo Dellai - Presidente della Provincia Autonoma di Trento - e composto da 6 rappresentanti dello Stato Centrale e da 6 rappresentanti delle Regioni delle province e dei Comuni, vogliamo contribuire a definire un quadro più certo e solido del sistema di protezione civile italiano anche alla luce delle riforme normative occorse in questi mesi, finalizzando il confronto a concrete proposte di modifica della norma o di interpretazione chiara di procedure operative. Tutto per garantire migliore prevenzione, preparazione e risposta ad eventuali emergenze nazionali e locali". 




Patrizia Calzolari