Anci: ''La protezione civile e' un fortino''. Gabrielli: ''Allora entriamoci tutti''

Non sono piaciute a Wladimiro Boccali, delegato ANCI alla Protezione Civile, alcune dichiarazioni rilasciate ieri in Senato dal Capo DPC Franco Gabrielli, che però respinge le accuse e rilancia sulla collaborazione sindaci-dipartimento

Uno scontro "verbale" fra Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia e delegato alla protezione civile dell'ANCI e il Prefetto Franco Gabrielli, Capo Dipartimento della Protezione civile all'indomani dell'audizione al Senato del Capo del Dipartimento, tenutasi ieri giovedì 28 novembre. I temi del dibattere sono ampiamente illustrati nelle note ufficiali diramate da ANCI e DPC: a seguire riportiamo integralmente il commento di Boccali e la risposta del Dipartimento.
 

Wladimiro Boccali"Apprendo che il Capo della Protezione civile Prefetto Gabrielli consiglia ai Sindaci di fare meno feste e più piani di protezione civile intendendo così che le risorse utili all'organizzazione di eventi comunali possano invece essere dedicate alla redazione dei piani di protezione civile. Continuo a sostenere che dovremmo, tutti, superare questa impostazione e contrapposizione tra istituzioni e soprattutto tra componenti del sistema di protezione civile. Mettiamola così: Caro Prefetto Gabrielli, facciamo più feste della protezione civile nei Comuni italiani, in modo da coinvolgere di più i cittadini per una protezione civile finalmente partecipata. E' necessario uscire dal fortino della protezione civile ed aprirsi agli amministratori che stanno sul territorio e ai cittadini. Qui non si tratta di vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno perché secondo i dati del prefetto Gabrielli forniti alla commissione ambiente del Senato, oltre 6000 comuni italiani dispongono di un piano di protezione civile. Nella mia regione ad esempio il 100% dei Comuni dispone di un piano di emergenza protezione civile, seppure qualcuno speditivo. Adesso chiedo io al Prefetto: quante sono le regioni che dal 2001 dopo la riforma del titolo V della Costituzione hanno legiferato in materia di protezione civile? Quante sono le regioni che dispongono del piano regionale? Quante sono le regioni che hanno diffuso le linee guida per i piani comunali di protezione civile? Quante sono le risorse che le regioni e il dipartimento negli ultimi dieci anni hanno trasferito ai Comuni per la pianificazione e il sostegno dei servizi locali di protezione civile? A quest'ultima domanda possiamo rispondere con gli zero virgola, per non dire nulla, di oltre un miliardo di euro che il Dipartimento ha girato alle regioni. Ho appreso che secondo il Prefetto Gabrielli il Sistema nazionale e regionale di Allerta funzionerebbe e che il problema è altro e che lui si assumerebbe la responsabilità dei eventuali procurati allarmi. Prendo atto di questa disponibilità del Prefetto, ma rispondo che non posso chiudere la mia città decine di volte all'anno solo perché non adeguiamo gli attuali strumenti di allerta come ci viene richiesto, tra l'altro, dal Ministero dell'Ambiente per adattarci tutti ai cambiamenti climatici. Io dispongo di altri dati, peraltro già trasmessi al Dipartimento e che segnalano inefficienze nel sistema di allerta, omissioni nel monitoraggio della situazione, carenze sui presidi dei Centri funzionali e di competenza delle Regioni. Mi piacerebbe avere una sede di confronto istituzionale, ma anche il Comitato Paritetico Stato Regioni Comuni sulla protezione civile - al quale abbiamo denunciato per tempo la situazione sul sistema di allerta - è bloccato e dal 31 ottobre 2012 ad oggi 27 novembre 2013 si è riunito una sola volta, per celebrare l'insediamento. Così non va bene''. (fonte: ANCI)

Franco Gabrielli"Temiamo che il sindaco di Perugia e responsabile della protezione civile dell'Anci, Wladimiro Boccali, non abbia avuto modo di sentire l'intera audizione al Senato del Capo del Dipartimento, Franco Gabrielli, altrimenti non avrebbe inteso come parole di contrapposizione le dichiarazioni del Prefetto. Ancora oggi, come fatto in numerose occasioni anche alla Camera, Gabrielli non ha nascosto le difficoltà dei sindaci, front office nei confronti dei cittadini, che troppo spesso non hanno strumenti e risorse per dare risposte certe, anche in tema di protezione civile, alle proprie comunità. Per questo - non avendo il Capo Dipartimento poteri normativi né disponibilità economiche - ha parlato di un patto sociale tra istituzioni e cittadini che si basi su una matura cultura di protezione civile. Più che invitare qualcuno a uscire dal "fortino della protezione civile", invitiamo tutti a entrarvi, allargandolo, così come stabilisce la legge stessa elencando tutte le strutture operative e le componenti del Servizio Nazionale della protezione civile.
L'attenzione al confronto con tutte le componenti, ANCI compresa, da parte del Prefetto è evidente, tanto che il Comitato Paritetico, previsto dal 2001, è stato costituito formalmente solo nel febbraio 2012 anche grazie alla determinazione del Capo Dipartimento: ora lo scoglio è l'adozione del regolamento interno, rappresentazione di come sia difficile coordinare tutti i soggetti che hanno titolo a interloquire.

Nel merito, poi, il Prefetto ha sempre sottolineato come vi siano Regioni che funzionano ed altre meno, (ovviamente per quello che gli compete, la Protezione Civile) come, non lo potrá negare il Sindaco Boccali, Comuni che funzionano ed altri meno. Dunque tutti insieme facciamo più piani efficaci e facciamoli conoscere alla gente". (fonte: DPC)


red/pc