(Fonte foto: Vigili del fuoco)

Ancora incendi al Parco Nazionale del Vesuvio

Continua il lavoro di Vigili del Fuoco e Protezione Civile, anche grazie alla mobilitazione straordinaria dichiarata dal decreto di Musumeci

Proseguono ancora gli incendi nel Parco Nazionale del Vesuvio, attivi dalla serata di venerdì otto agosto, con tre fronti di fuoco attivi: la valle del Gigante in direzione del Monte Somma, dove stanno già operando i mezzi aerei Canadair; a sud del cratere del vulcano, dove operano elicotteri della protezione civile regionale; e nella zona del Vicinale, dove la notte tra domenica e lunedì è ripreso l’incendio a causa del vento, e ora si sta operando via terra.

Mobilitazione straordinaria della Protezione Civile
Da ieri mattina sono operativi i mezzi aerei, sei Canadair e quattro elicotteri, che già nei giorni precedenti avevano lavorato costantemente per cercare di domare le fiamme. Il ministro della Protezione Civile e delle politiche del mare, Nello Musumeci, su richiesta della Regione Campania, ha emanato un decreto con il quale ha dichiarato la mobilitazione straordinaria della Protezione Civile, grazie alla quale sul posto sono arrivate ulteriori 15 squadre di volontari della Protezione Civile per contribuire alla bonifica a terra dell'incendio.



Alle cinque squadre già presenti sul posto, ieri i Vigili del fuoco hanno aggiunto altri moduli antincendio boschivo provenienti da Emilia Romagna, Toscana e Marche, insieme a ulteriori squadre di supporto in arrivo da Benevento e Salerno, per un totale di ottanta unità impiegate. Sono in uso anche mezzi speciali per il rifornimento degli elicotteri e delle autobotti. I sindaci dei quattro Comuni più colpiti dall’incendio stanno tenendo attivi i Coc (Centri operativi comunali) e un presidio sanitario fisso che si è aggiunto alla postazione presso l’Unità di crisi locale di Terzigno (Napoli). L’Asl Napoli 1 centro ha messo a disposizione il residence dell’Ospedale del mare per accogliere le squadre di volontari da fuori Regione.

Inchiesta della procura di Nola
La procura di Nola (Napoli) intanto ha aperto un’inchiesta sull’incendio. Al momento non sono state definite ipotesi di reato e non ci sono indagati, in attesa della relazione che sarà presentata dai carabinieri forestali. I carabinieri forestali hanno creato una task force investigativa specializzata, formata da militari con specifiche competenze, per individuare le cause dei roghi. 

Già superato il totale degli ettari bruciati nel 2024
Nel frattempo, secondo il report Italia in fumo diffuso da Legambiente, in Italia da inizio anno al 31 luglio ci sono stati 851 roghi che hanno mandato in fumo 56.263 ettari di territorio, pari a circa 78.800 campi da calcio. Una preoccupante impennata è arrivata nelle ultime due settimane di luglio: se da inizio anno al 17 luglio il totale di ettari bruciati è stato di 30.988, a causa di 653 roghi, dal 17 al 31 luglio sono andati in fumo 25.275 ettari, a causa di 198 roghi. La stagione degli incendi non è ancora finita, ma la superficie andata in fumo quest’anno ha già superato il totale del 2024, che era stato di 50.802 ettari, per 1.515 incendi. Tra questi dati, riferiti al 31 luglio 2025, naturalmente non rientra il maxi-incendio che negli ultimi giorni sta colpendo il Vesuvio

red/gp

(Fonte: Rainews, Ansa, Legambiente, Vigili del Fuoco)