Credit: Edward Burtynsky Saw Mills #1, Lagos, Nigeria 2016 photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto

"Anthropocene": in mostra l'impatto dell'uomo sul pianeta

La mostra multimediale al Mast di Bologna esplora l'impronta lasciata dall'uomo sulla Terra

Attualmente nel mondo ci sono circa 7,6 miliardi di persone. Duemila anni fa sulla terra vivevano tra i 200 e i 300 milioni di esseri umani. Il primo miliardo fu raggiunto solo intorno al 1800, il secondo miliardo nei primi anni del Novecento. L'ultimo miliardo è stato raggiunto nell'arco di soli 12 anni.  L'enorme aumento della popolazione e la sua velocità di riproduzione pone problemi di eccezionale portata come il cambiamento climatico è un tema ricorrente.

Ma che impronta ha lasciato l'essere umano sulla terra? La mostra “Anthropocene” alla Fondazione Mast di Bologna dal 16 maggio al 22 settembre offre una possibile risposta. L'esplorazione multimediale a cura di Sophie Hackett, Andrea Kunard, Urs Sthael, dal Canada giunge in anteprima in Europa a illustrare quali sono le tracce lasciate dall'uomo sul Pianeta. Lo fa attraverso le straordinarie immagini del fotogrago Edward Burtynsky, i filmati dei registi Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier ed esperienze immersive di realtà aumentata.


Credit: Edward Burtynsky;
Clearcut #1, Palm Oil Plantation, Borneo, Malaysia 2016;
photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas
Metivier Gallery, Toronto

L'Anthropocene viene quindi raccontato con una carrellata di immagini: da quella delle barriere frangiflutti edificate sul 60% delle coste cinesi, alle ciclopiche macchine costruite in Germania, dalle psichedeliche miniere di potassio nei monti Urali in Russia, alla devastazione della Grande barriera corallina australiana, dalle surreali vasche di evaporazione del litio nel Deserto di Atacama, alle cave di marmo di Carrara e ad una delle più grandi discariche del mondo a Dandora, in Kenya.

Il progetto si basa sulla ricerca del gruppo internazionale di scienziati “Anthropocene Working Group” impegnato nel raccogliere prove del passaggio dall’attuale epoca geologica – l’Olocene, iniziata circa 11.700 anni fa – all’Antropocene (dal greco anthropos, uomo). La ricerca è volta a dimostrare che gli esseri umani sono diventati la singola forza più determinante sul pianeta.
L’urbanizzazione, l’industrializzazione, l'estrazione mineraria e l’agricoltura; la proliferazione delle dighe e la frequente deviazione dei corsi d’acqua; l’eccesso di CO2 e l’acidificazione degli oceani dovuti al cambiamento climatico; la presenza pervasiva e globale della plastica, del cemento e di altri tecno-fossili; un’impennata senza precedenti nei tassi di deforestazione ed estinzione. “Queste incursioni umane su scala planetaria - argomentano gli scienziati - sono così pesanti che i loro effetti sono destinati a perdurare e a influenzare il corso delle ere geologiche”.


Credit: Edward Burtynsky
Phosphor Tailings Pond #4, Near Lakeland, Florida, USA 2012
photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier
Gallery, Toronto

La mostra utilizza diversi mezzi espressivi. Trentacinque fotografie di grande formato di Edward Burtynsky. Quattro murales ad alta risoluzione, in cui si abbinano tecniche fotografiche e filmiche, che evidenziano il lavoro sinergico dei tre artisti: grazie a brevi estensioni video di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier integrati in queste enormi fotografie, i visitatori possono esaminare nei più minuti dettagli e in modo immersivo la complessità delle incursioni umane sulla Terra attraverso la App AVARA (scaricabile gratuitamente su Apple App Store e Google Play, sul proprio smartphone/tablet o sui tablet messi a disposizione da MAST).

“Non vogliamo fare prediche, rivendicare o attribuire colpe, vogliamo semplicemente testimoniare, e da testimoni, cercare di smuovere le coscienze. Credo ancora che il pensiero e l’esplorazione trasversale, il confronto, generino una trasformazione più profonda e duratura rispetto ad un’aspra contrapposizione” ha detto la regista Jennifer Baichwal. La mostra è ad ingresso gratuito, per informazioni consultare il sito www.anthropocene.mast.org

Red/cb