Architetti e protezione civile:
oggi a Roma il punto sulla
rete dei presidi territoriali

La professionalità degli architetti italiani al servizio dei cittadini e della messa in sicurezza del patrimonio edilizio delle città: questo l'obiettivo dei presidi territoriali formati da professionisti volontari al servizio della protezione civile regionale e nazionale

E' in corso oggi a Roma, presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile, la seconda edizione del seminario di aggiornamento sulla "Rete dei presidi degli architetti per la Protezione civile”, iniziativa istituita dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori che ha visto l'adesione di quasi tutti gli Ordini italiani.
Si tratta dell'istituzione di una rete di presìdi locali, composti da architetti già adeguatamente formati nella gestione tecnica dell’emergenza, nel rispetto di un protocollo di intesa tra il Consiglio Nazionale ed il DPC.
L'obiettivo principale dei presidi è quello di alimentare, nel rispetto della legge 225/1992, un efficiente rapporto di collaborazione con gli organismi nazionali e regionali della Protezione Civile, sia in emergenza sia in regime ordinario, grazie alla professionalità messa a disposizione da volontari qualificati e  costantemente aggiornati nella materia. Contestualmente, i presidi potranno sviluppare attività finalizzate alla promozione di una nuova cultura per la gestione del territorio che anteponga il recupero e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente al consumo di nuovo suolo, garantendo al tempo stesso una puntuale manutenzione dei corsi d'acqua, con l'obiettivo di prevenire i disastri ambientali che si succedono purtroppo sempre più frequentemente.

"Per scongiurare il ripetersi dei tragici disastri ambientali che sempre più spesso flagellano i nostri territori - ha dicharato Rino La Mendola, vice presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti - occorre che la manutenzione e, conseguentemente la prevenzione, diventino la prima vera infrastruttura del Paese. Il territorio va pianificato e va fermato l'abusivismo, anteponendo il recupero e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente a nuovo consumo di suolo, con l’obiettivo di ridurre progressivamente i gravi rischi idrogeologici a cui è sottoposto gran parte del Paese".

Buona parte dei presidi locali sono già organizzati con appositi coordinamenti regionali mentre altri hanno scelto la formula del coordinamento interprovinciale. In particolare, hanno già istituito un coordinamento regionale gli Ordini che fanno riferimento a Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Campania, Molise, Puglia, Basilicata e Sicilia.

red/pc