progetto del Laboratorio di progettazione per le chiese provvisorie

Architettura delle chiese
provvisorie: se ne parla al SAIE

Il ritorno alla normalità nei territori devastati dal terremoto passa per tanti canali: la ricostruzione, anche temporanea, dei luoghi simbolo per la collettività, quali gli edifici di culto, è uno di questi. Al SAIE, Salone Internazionale dell'Edilizia, in corso di svolgimento a Bologna, si terrà un seminario su "L'architettura delle Chiese provvisorie"

Molte delle immagini simbolo che portano alla memoria il sisma emiliano riguardano il crollo degli edifici di culto, antiche chiese e campanili, simboli cari non solo ai credenti, ridotti a rovine, attraversati da grandi crepe, inagibili, pericolanti, quasi un monito a  ricordare la fragilità dell'uomo (una fra tutte l'immagine dell'orologio "dimezzato" della torre del campanile di Finale Emilia).
Al di là del loro importante significato religioso, chiese e campanili si inseriscono nel tessuto sociale del nostro Paese come punti di riferimento architettonici e di sviluppo della  socialità, attorno ai quali sono nate le piazze, punto focale di aggregazione e ritrovo,  e si sono sviluppati i centri urbani.

Pur se è indubbio che la priorità sia la ricostruzione di abitazioni, scuole, ospedali, imprese, anche la ricostruzione degli edifici di culto distrutti dal sisma di maggio è un tema importante, che porta con sè non solo una valenza di fede ma anche una valenza identitaria per la collettività che ha perso uno dei suoi simboli territoriali più connotanti.
E cosi come si sono studiate soluzioni transitorire per abitazioni e scuole (moduli abitativi provvisori, containers, ecc) ugualmente per gli edifici di culto esistono soluzioni architettoniche temporanee. L'argomento verrà trattato domenica 21 ottobre 2012 nell'ambito delle iniziative proposte dal Salone Internazionale dell'Edilizia, in corso di scolgimetno a Bologna.
Nel padiglione 25, quello dedicato interamente alla sismica, "Dies Domini - Centro Studi per l'architettura sacra e la città" della Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro organizza il seminario "L'architettura delle Chiese provvisorie" con l'obiettivo di approfondire motivazioni, modalità e tecniche nella costruzione degli edifici di culto temporanei, necessari in situazioni di emergenza come gli eventi sismici. I progetti redatti nell'ambito del Laboratorio di progettazione per le chiese provvisorie saranno esposti per tutta la durata del SAIE (ottobre) sempre all'interno del padiglione 25.

"L'esperienza di progettazione degli edifici ecclesiali provvisori - spiega una nota del Centro Studi Dies Domini - è nata dalla constatazione di come subito dopo il sisma che ha interessato l'Emilia, si sia rilevata la necessità delle popolazioni locali di trovare in tempi rapidi dei luoghi di riferimento e di incontro per l'azione liturgica delle comunità cristiane. Le chiese, duramente colpite dal terremoto, hanno, infatti, dimostrato pubblicamente la loro valenza identitaria nel momento in cui sono venute a mancare e la perdita di questi edifici ha lasciato negli abitanti un senso di vuoto e di assenza di spazi di significato. L'edificio sacro, infatti, è da sempre e in tutte le culture, riconosciuto come il luogo di massima espressione costruttiva di un popolo".

A un mese dal sisma, il Centro Studi per l'architettura sacra e la città, ha organizzato un laboratorio a cui hanno partecipato 30 professionisti, per elaborare progetti  di chiese provvisorie capaci di unire a una buona qualità architettonica, anche una rapidità di esecuzione, una economicità di costi. Il laboratorio di progettazione ha dato vita a 8 progetti di diverse dimensioni, formalmente non troppo connotati come edifici chiesastici e capaci di accogliere altri usi nel momento in cui le chiese storiche saranno rese nuovamente agibili. L'idea del Laboratorio è stata quella di proporre una modalità di approccio all'emergenza che non trascuri una necessaria qualità del costruire sotto i vari aspetti: architettonico, tecnologico, economico e liturgico.
La Diocesi di Bologna ha commissionato 6 chiese provvisorie, mentre una è in progetto a Vallalta di Concordia, come dono della diocesi di Cesena.
Il Seminario "L'architettura delle Chiese provvisorie" che si terrà domenica 21 ottobre, vedrà come relatori l'architetto Claudia Manenti, coordinatrice generale per la realizzazione dei progetti, che tratterà il tema sotto l'aspetto metodologico e di significato, l'ing. Luca Venturi, Coordinatore tecnico, che proporrà una disamina delle tecnologie e dei materiali idonei alla costruzione delle strutture temporanee e don Adriano Pinardi, parroco nelle zone terremotate, riportare l'attenzione sull'importanza del luogo sacro per le popolazioni terremotate.



Patrizia Calzolari