Fonte protezione civile della provincia autonoma di Bolzano

Ascoltare il suono dei torrenti per prevenire le frane

Salvare vite umane ascoltando il suono dei torrenti: il progetto Earflow studia nuovi sistemi di monitoraggio e allerta per colate detritiche e lahar vulcanici. Sul Rio Gadria, nella provincia autonoma di Bolzano, la prima sperimentazione

Che cosa accomuna la val Venosta e la val Pusteria dell’Alto Adige e i vulcani più attivi del Messico, Colima e Popocatépetl? Due zone quasi agli antipodi e in apparenza molto diverse ma in cui si verificano fenomeni simili di discesa di sedimenti misti ad acqua, che rappresentano un rischio idrogeologico rilevante per le comunità locali.
A metà tra una frana e una piena torrentizia, le colate detritiche si verificano in tutti i territori montani del mondo, comprese le pendici dei vulcani (in questo caso vengono chiamate lahar) e sono molto pericolose per le infrastrutture, la viabilità, gli insediamenti urbani a valle e per tutta la popolazione che vi risiede. L’elevata pericolosità del fenomeno è data non solo dalla grande velocità con cui la colata si propaga incanalandosi negli alvei dei torrenti e percorrendo anche lunghe distanze, ma soprattutto dall’assenza di evidenti segnali di preannuncio, che rende molto difficile la previsione e di conseguenza l’allertamento e la messa in sicurezza delle persone esposte al rischio.

Il sistema di allerta di Earflow
Il progetto scientifico Earflow, finanziato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione Internazionale e dal suo equivalente messicano, l’Agencia mexicana de cooperación internacional para el desarrollo, vede il River Basin Group della Libera Università di Bolzano-Bozen e il Centro de geociencias dell’Università nazionale autonoma del Messico lavorare insieme sulla possibilità di rilevare e identificare dei chiari segnali premonitori che consentano di allertare la popolazione prima che il fenomeno si verifichi. I ricercatori hanno utilizzato dei geofoni, piccoli sensori sismici, situati in prossimità dei torrenti per rilevare le vibrazioni prodotte sia dagli spostamenti di grandi masse d’acqua, derivanti dagli eventi meteorologici e dal progressivo scioglimento dei ghiacciai, sia dal trasporto di sassi e ghiaia, con lo scopo di trovare una relazione matematica tra il suono registrato dagli strumenti e la quantità e dimensione dei sedimenti in movimento. Seguire il flusso di detriti solidi nel corso d’acqua e conoscerne la composizione a partire dal punto di innesco della colata a monte fino all’arrivo dell’ondata a valle permette non solo di prevedere l’innalzarsi o l’abbassarsi del livello del torrente, ma anche di capire meglio le condizioni che attivano il fenomeno e il tempo che impiega una colata detritica a propagarsi fino alle zone abitate, in modo da allertare la popolazione che risiede nelle aree maggiormente esposte al rischio e mettere in atto le misure necessarie di autoprotezione e mitigazione dell’emergenza.

La sperimentazione sul Rio Gadria
Un sistema di allertamento per il rischio idrogeologico connesso alle colate detritiche basato sull’utilizzo di geofoni è in sperimentazione nel bacino del rio Gadria, gestito dall’Agenzia di protezione civile della provincia autonoma di Bolzano in collaborazione con la Libera Università di Bolzano, il Cnr Irpi di Padova e altri enti di ricerca italiani ed europei.
Il sistema è composto da una stazione di rilevamento nella parte alta, a circa 2200 metri di altezza, che si occupa di monitorare il punto di innesco delle colate potenzialmente pericolose per la valle sottostante. L’area è piuttosto instabile dal punto di vista geologico perché i versanti sono molto pendenti e soggetti a frequenti crolli di materiale che va ad accumularsi nel canale sottostante e viene mobilizzato dalle piogge producendo le colate detritiche che scendono verso valle. Una seconda stazione è situata invece nella parte bassa e oltre ai geofoni che registrano la vibrazione, in questo punto molto più intensa rispetto al punto di innesco, è presente una rete di videocamere che inquadrano l’arrivo della colata e consentono di tenere monitorato visivamente e in modo costante il canale. In questo punto le colate detritiche possono arrivare a una velocità di 5 m/s con un’altezza anche di 2-3 metri. La strumentazione di grande avanguardia disposta lungo il bacino del Gadria, da monte a valle, ha permesso ai ricercatori di sviluppare degli algoritmi di caratterizzazione e riconoscimento della colata detritica che consentono di allertare la popolazione con tempi di preavviso ancora brevi, sui 20-25 minuti, ma estremamente preziosi per attivare misure precauzionali come la chiusura di strade. Gli strumenti e i metodi innovativi studiati da Earflow e sperimentati sul Gadria potranno essere applicati in futuro nell’allertamento per il rischio idrogeologico in tutto l’arco alpino italiano.

Fonti:
https://www.salto.bz/de/article/13022019/messico-e-alto-adige-assieme
https://www.salto.bz/de/article/26082019/eccola-la-voce-dei-torrenti
https://www.radarmagazine.net/la-voce-dei-torrenti/
https://rbg.groups.unibz.it/
https://www.unibz.it/it/news/137918-online-la-mappa-interattiva-di-earflow
https://uploads.knightlab.com/storymapjs/be2393f5b821b88edfcd53c6f0561323/lahar-o-colate-detritiche/index.html

Margherita Venturi