Ad Atrani è tornata la calma

Atrani, il giallo del fax

Spedito alle 18,27 del 9 settembre dalla Protezione Civile di Napoli, conteneva notizie rassicuranti circa la "tenuta" del Dragone. Ma a quell'ora Atrani era già stata sommersa dal fango

"Dalle informazioni assunte dagli enti territoriali non sono segnalate al momento situazioni che determinano pericolo per la pubblica e privata incolumità". E' il contenuto del fax spedito dalla Protezione Civile di Napoli e recapitato al municipio della cittadina amalfitana quando era già invasa dalle acque del torrente Dragone, le stesse che hanno provocato la morte di Francesca Mansi. Sono le 18,27. Chi ha spedito quel fax, che ora appare assurdo e beffardo? E soprattutto: come mai tali comunicazioni, fondamentali per la salvezza della popolazione, sono state affidate a un fax? Sono domande a cui tenterà di rispondere la procura di Salerno, che tra gli atti dell'inchiesta aperta in relazione all'alluvione, ha incluso anche il suddetto fax. Si indaga per disastro colposo. Tra le ipotesi, quella che il nostro giornale ha subito ritenuto probabile: il Dragone è straripato perché il suo corso era ostruito da detriti e rifiuti di ogni genere; le piogge abbondanti di quei giorni insomma erano condizioni necessarie ma non sufficienti al disastro poi avvenuto.

Intanto ad Atrani si continua a scavare.
Secondo quanto risulta a IlGiornaledellaProtezioneCivile.it oggi potrebbe essere il giorno del ritrovamento di Francesca Mansi, la giovane che lavorava in un bar del corso travolto dalle acque: ieri, a tre metri di profondità, nei pressi del ristorante "Le arcate" sono state ritrovati i tavoli a cui Francesca stava lavorando.

Nettamente migliorate invece le condizioni della popolazione: attualmente l'erogazione dell'acqua, gas e luce è regolare.

Gianni Zecca