Una veduta di Atrani

Atrani: l'idea dei presìdi
Amalfuturo: servono i sindaci

Il GiornaledellaProtezioneCivile.it fa sua la proposta avanzata da Francesco Russo, presidente dei Geologi campani, di istituire "presidi territoriali" di controllo. Obiettivi: combattere il dissesto e l'inquinamento ambientale. Il parere dell'associazione amalfitana "Amalfuturo"

"Da soli non ce la facciamo, ma si tratta di una buona idea, realizzabile insieme ai sindaci dei paesi della Costiera Amalfitana". Emanuele Gargano è presidente di "Amalfuturo", associazione di volontari che da anni si batte per contrastare i crimini ambientali perpetrati, quasi impunemente, nel territorio in cui vive. Uno spicchio di paradiso a ridosso del mare, che il 9 settembre scorso si è però trasformato nel suo opposto: ad Atrani è straripato il torrente Dragone - probabilmente a causa dei rifiuti che ne ostruivano lo scorrimento, come denunciato a questo giornale dal vicesindaco Emidio Proto - riversando in paese fango e detriti. Nell'alluvione ha perso la vita una ragazza, Francesca Mansi, il cui corpo si cerca da giorni. "Quello che è successo ad Atrani potrebbe capitare ovunque, sulla Costiera - ci dice Gargano - : tutti i paesi sono a rischio". "Amalfuturo" ha in questi giorni dato il via ad una raccolta fondi per la popolazione di Atrani: chi lo volesse, può contribuire alle spese per gli interventi urgenti e la fornitura di beni di prima necessità alla popolazione, effettuando un bonifico sul Conto Corrente postale del Comune di Atrani, n° 18949842, causale: "Raccolta fondi pro alluvionati Atrani".

A Gargano "giriamo" la proposta avanzata da Francesco Russo proprio ieri a questo giornale: l'istituzione di presìdi territoriali, formati da cittadini e amministrazioni pubbliche locali, in grado di monitorare il territorio, per evitare abusi, scempi ambientali e in generale comportamenti scorretti. "Insieme ai sindaci l'idea diventa più concreta: solo così si può punire chi contravviene ai buoni precetti della convivenza civile".

"Il problema è però il modello organizzativo da attribuire loro - continua Gargano - . A me piacerebbe organizzare i presidi sull'esempio delle associazioni di Protezione Civile, in cui ognuno degli appartenenti interpreta un ruolo ben definito. Ciò aiuta anche a "vivere dentro di sé" i temi per cui ci si batte".

A conferma delle parole di Gargano c'è un dato ancora più inquietante, se preso in considerazione con il senno di poi. Il giorno dell'alluvione di Atrani si sono succedute ben cinque frane. Come dire: il torrente Dragone non è l'unico responsabile della tragedia di Atrani.

Intanto, è di queste ore la notizia secondo cui il fax firmato dalla Protezione Civile, contenente l'avviso di preallerta e indirizzato al Municipio di Atrani, sarebbe arrivato, o sarebbe stato letto, in ritardo.

Gianni Zecca