(fonte foto: Aeronautica Militare)

Atterrati oggi a Roma i rimpatriati dalla Libia. Chiusa anche l'ambasciata a Sana'a

Sono atterrati a Roma i cittadini italiani rimpatriati dalla Libia. A bordo anche alcuni membri dell'Ambasciata di Tripoli, rientrati su disposizione del Ministero degli Esteri. La Farnesina ha deciso anche  la chiusura temporanea dell’Ambasciata d’Italia a Sana’a (Yemen)

In relazione al peggioramento delle condizioni di sicurezza, l'ambasciata d'Italia a Tripoli ha sospeso domenica 15 febbraio  le sue attività.  Il personale è stato temporaneamente rimpatriato. I servizi essenziali saranno comunque assicurati. Nelle ultime settimane sia la Farnesina sia l'ambasciata a Tripoli hanno nuovamente e direttamente ribadito la raccomandazione agli italiani, in particolare a quanti presenti in Libia per ragioni di lavoro, a lasciare temporaneamente il Paese alla luce della crescente instabilità sul terreno. In questo quadro ai connazionali è stata anche  offerta assistenza logistica.
E oggi alle 12.15 è atterrato presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare (Roma), il velivolo C-130 dell’Aeronautica Militare che ha portato a Roma i cittadini
italiani rimpatriati dalla Libia. A bordo del velivolo anche l’Ambasciatore Giuseppe Maria Buccino Grimaldi. I connazionali erano arrivati ieri notte con un’imbarcazione sorvegliata dall’alto da un velivolo a pilotaggio remoto (Predator) dell’Aeronautica Militare. Arrivati al porto di Augusta, alcuni passeggeri sono stati portati all’aeroporto militare di Sigonella (Catania), da dove il velivolo militare li ha trasportati a Pratica di Mare.

Inoltre, la scorsa settimana, e più precisamente venerdì 13, la Farnesina ha deciso anche la chiusura temporanea dell’Ambasciata d’Italia a Sana’a (Yemen) a seguito del precipitare degli eventi nel paese e del progressivo aggravarsi delle condizioni di sicurezza. La decisione è stata presa nel quadro di un coordinamento internazionale che ha portato diversi paesi a chiudere le loro Ambasciate. L’Ambasciatore Galli e tutto il personale stanno facendo rientro in Italia con procedure di sicurezza e il Ministero degli Esteri Paolo Gentiloni  auspica che gli sforzi di mediazione condotti dall’Inviato delle Nazioni Unite Jamal Benomar permettano al più presto il ripristino delle condizioni di sicurezza necessarie al ritorno in Yemen del personale delle rappresentanze diplomatiche che hanno lasciato il paese.

"La chiusura temporanea della nostra ambasciata in Libia - ha dichiarato Gentiloni -  è avvenuta in modo tempestivo e ordinato e di questo ringrazio i responsabili della Farnesina e delle altre amministrazioni che hanno collaborato all'operazione L'Italia rimane al lavoro con la comunità internazionale per combattere il terrorismo e ricostruire uno stato unitario e inclusivo in Libia, sulla base del negoziato avviato dall'inviato speciale dell'Onu Leon, al quale continuerà a partecipare il nostro inviato speciale Ambasciatore Buccino".
"Il peggioramento della situazione -conclude il ministro - richiede ora un impegno straordinario e una maggiore assunzione di responsabilità, secondo linee che il governo discuterà in Parlamento a partire dal prossimo giovedì 19 febbraio. L'Italia promuove questo impegno politico straordinario ed è pronta a fare la sua parte in Libia nel quadro delle decisioni delle Nazioni Unite".

red/pc