Aviaria: 143mila animali da
abbattere in Emilia Romagna

119.500 polli da carne, 15.500 capi di pollame da svezzamento, 8.000 faraone: in Emilia Romagna, allo scopo di contenere al massimo la diffusione del virus H7N7, è stato avviato l'abbattimento programmato di animali potenzialmente a rischio contagio

Sono iniziati gli abbattimenti previsti dal piano di depopolamento del pollame in Emilia-Romagna, approvato dal ministero della Salute (Dipartimento sanità pubblica veterinaria), con l'obiettivo di ridurre il rischio di diffusione del virus H7N7 e contenere i danni conseguenti all'epidemia. Il pollame delle aziende avicole individuate nel piano viene abbattuto e distrutto secondo precise modalità e prescrizioni e sulla base delle raccomandazioni dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (sede del Centro di referenza per l'influenza aviaria). Ai proprietari del pollame e dei volatili abbattuti spettano gli indennizzi previsti dalla legge. Lo rende noto la Regione Emilia Romagna in una nota.

Sono 143.400 gli animali da abbattere inclusi nel piano: 62.400 polli da carne a Imola (Bo), 15.500 capi di pollame da svezzamento a Bagnara di Romagna (Ra), 32.500 polli da carne e altri 25.000 in due differenti aziende di Massa Lombarda (Ra), 8.000 faraone riproduttori sempre a Massa Lombarda. Si stima che per concludere gli abbattimenti siano necessari 4-5 giorni.

Nel frattempo i Comuni di Ostellato e Portomaggiore, nel ferrarese, sono passati da "zona di protezione"  a "zona di sorveglianza", sulla base di quanto stabilito da un' ordinanza del presidente della Regione Vasco Errani: trascorsi infatti 21 giorni dal completamento delle operazioni preliminari di pulizia e disinfezione dei focolai, senza che si siano verificati nuovi casi, secondo quanto stabilito dalle norme in vigore, questi due territori (individuati dalle precedenti ordinanze come "zone di protezione") diventano "zone di sorveglianza".

Restano invece "zona di protezione" l'intero territorio dei Comuni di Mordano (Bo) e Bagnara di Romagna (Ra), parte del territorio del Comune di Imola (Bo) a est dalla Statale 610 e a nord della via Emilia; parte del Comune di Massa Lombarda (Ra) a sud della Provinciale 253, e parte di territorio del Comune di Solarolo (Ra) a nord della diramazione per Ravenna dell'A14. La zona di sorveglianza comprende la parte rimanente dei Comuni di Imola (Bo), Solarolo e Massa Lombarda (Ra), l'intero territorio dei Comuni di Castelguelfo e Medicina (nel bolognese), di Conselice, Sant'Agata sul Santerno, Lugo, Cotignola, Faenza e Castelbolognese (nel ravennate), e nel ferrarese di Ostellato, Portomaggiore, Masi Torello, Tresigallo, Migliarino, Migliaro, Comacchio e Argenta, più parte del territorio del Comune di Ferrara tra la Statale 15 (via Pomposa) e a est della Provinciale via Ponte Assa.
Ulteriori zone di protezione, identificate dal ministero, riguardano i Comuni di Bondeno, Finale Emilia, Mirabello, Sant'Agostino, Cento, Crevalcore (a nord di via Provanone e a est di via Provane - Provinciale 9), Mirandola (a est delle linea ferroviaria Modena-Verona), San Felice sul Panaro (a est della linea ferroviaria Modena-Verona).

Le "zone di restrizione" riguardano in Emilia-Romagna un'area che comprende i Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Berra, Bertinoro, Brisighella, Casola Valsenio, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cervia, Cesena, Cesenatico, Codigoro, Dovadola, Forlimpopoli, Forlì, Fusignano, Gambettola, Gatteo, Goro, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Longiano, Massa Fiscaglia, Meldola, Mesola, Modigliana, Predappio, Ravenna, Riolo Terme, Russi, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone.

Il ministero della Salute ha emanato un provvedimento contenente la tempistica per effettuare i controlli e nuove linee guida per la concessione di deroghe, che consentono aperture progressive alla movimentazione di uova e animali in regione. La novità più importante è la possibilità di movimentare animali e uova da allevamenti dell'Emilia-Romagna situati al di fuori delle aree di protezione, sorveglianza e restrizione. Sono previsti inoltre minori vincoli nella movimentazione di uova (da consumo e da cova) dalle zone di protezione e sorveglianza. In entrambi i casi è necessario fornire determinate garanzie. Mentre prima nelle tre zone (protezione, sorveglianza e restrizione) era vietato introdurre animali delle specie sensibili negli allevamenti esistenti, con questo provvedimento sono state individuate delle aree all'interno della zona di restrizione dove è possibile farlo, e precisamente i Comuni di Berra, Mesola, Goro, Modigliana, Dovadola, Predappio, Riolo Terme, Casola Valsenio, Brisighella, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Forlì (area a sud della Statale 67), Modigliana, Meldola, Forlimpopoli, Bertinoro, Cervia, Cesena, Cesenatico, Savignano sul Rubicone, Gatteo, Gambettola, Longiano, San Mauro Pascoli. Ciò dovrebbe consentire una ripresa della normale attività produttiva della filiera avicola presente in queste zone. E' revocato infine il divieto - a determinate condizioni - di spandimento su tutto il territorio regionale di pollina proveniente da tutti gli allevamenti, compresi quelli situati nelle zone di restrizione e sorveglianza. Resta il divieto di spandimento della pollina prodotta negli allevamenti della zona di protezione.




red/pc

(fonte: Regione ER)