Bambini dimenticati in auto: una tragedia che si può prevenire

Come può succedere di dimenticarsi un bimbo chiuso in auto sotto il sole? Non sta a noi dirlo qui, ma succede, e, quando si arriva troppo tardi, è una tragedia immensa per tutti. Però da qualche tempo si sta cercando di mettervi rimedio, con semplici tecnologie o con ancor più semplici consigli pratici

"In una scuola toscana è stato brevettato un seggiolino che permetterebbe di impedire tragedie come quella di Vada. E' il caso che quell'idea venga presa in considerazione anche dalle istituzioni".
E' quanto ha segnalato l'assessore ai trasporti della Regione Toscana, Vincenzo Ceccarelli  al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio e al vice ministro Riccardo Nencini, in una lettera in cui chiede un incontro sulla questione.

"Il dramma consumatosi in questi giorni a Vada (la bimba livornese di 18 mesi "
dimenticata" in auto dalla madre, ndr) con l'ennesima morte di un piccolo innocente, lasciato in auto, è un grande dolore per l'intera comunità toscana" scrive Ceccarelli. "Di fronte a questi eventi non possiamo restare indifferenti e neppure inerti. Anche perché la tecnologia ci aiuta a trovare risposte concrete anche a problemi come questo".
Il sistema è stato brevettato tre anni fa ed è stato inventato e realizzato dagli studenti dell'Isis Fermi di Bibbiena (Ar). Si tratta di un seggiolino che "avverte" mamma e papà nel caso in cui il bambino sia rimasto chiuso in auto accendendo le frecce, facendo suonare il clacson e addirittura inviando sms ai loro cellulari.
I creatori sono 16 ragazzi che all'epoca frequentavano la terza classe, coordinati dal professor Pier Luigi Bargellini con l'assistenza del tecnico Alberto Larghi.
"Dalla scuola ci hanno assicurato che produrlo non costerebbe molto - scrive l'assessore a ministro e viceministro - è quindi un progetto sul quale il Governo può intervenire direttamente al fine di salvare vite innocenti".

Sulla stessa linea anche 
il presidente del Codacons Carlo Rienzi: "Da tempo chiediamo misure in grado di evitare simili episodi e salvare la vita ai bambini - ha dichiarati - e in particolare abbiamo avanzato una proposta alle case costruttrici di automobili: oggi, nelle auto moderne, ci sono avvisi acustici che mettono in allarme il guidatore su diversi fronti: cinture di sicurezza non allacciate, fari accesi, portiere aperte, freno a mano tirato, serbatoio in riserva. È necessario anche un avviso acustico collegato con il seggiolino per i bambini o con le cinture di sicurezza posteriori, in modo che, quando il motore viene spento oppure il guidatore apre la portiera oppure fa per scendere dall'auto (basta un sensore di peso), ma la cintura posteriore sia ancora allacciata, scatti immediatamente l'allarme".

Anche il Ministero della Salute a questo riguardo ha pubblicato lo scorso anno  un opuscolo, diposnibile on-line,  dove si sottolinea come l’ipertermia nei bambini possa arrivare anche dopo 20 minuti all’interno dell’automobile e la morte dopo appena 2 ore. E questo anche se fuori non fa caldissimo. Uno dei consigli che viene dato per evitare queste tragedie è quello di  lasciare i propri oggetti personali (borsa, telefono, valigetta, ecc.) sul sedile posteriore, vicino al piccolo: ciò può aiutare a non dimenticare, quando si esce dalla macchina, che si ha con sé un bambino. Oppure anche poggiare gli oggetti personali del bambino (pannolini, borse e biberon) sul sedile anteriore, in modo che ricordino la presenza del piccolo a bordo.
Negli ultimi anni, lo ricordiamo, sono stati almeno sette i casi di bambini dimenticati in auto, d'estate, in un parcheggio sotto i sole cocente: sei di loro non ce l'hanno fatta.

red/pc