fonte foto: The Revolutionary Forces of Syria Media Office

Bambini siriani: salvate noi, non i Pokemon

Lanciato dal sito dell'organo di comunicazione delle forze rivoluzionarie siriane (The Revolutionary Forces of Syria Media Office), l'appello-provocazione ha fatto il giro del mondo: mostra un'immagine dei Pokemon e la scritta "Salvami, sono in Siria"

Il fine giustifica i mezzi: non è certo che l'organo di comunicazione delle forze rivoluzionarie siriane (The Revolutionary Forces of Syria Media Office) conosca "Il Principe" di Machiavelli, ma è certo che la campagna, terribile e provocatoria, lanciata un paio di giorni fa su Twitter abbia avuto un'eco e un'efficacia dirompente.

I tweet, numerosi, citando l'attualissima febbre da PokemonGo, il gioco del momento che affligge l'Occidente, ritrae alcuni bambini siriani che, sullo sfondo di territori distrutti e di edifici bombardati, mostrano un cartello scritto in arabo, in cui si legge: "Sono in Siria, salvatemi". E il contrasto tra un mondo che si esibisce in peripezie assurde per trovare le creature immaginarie e un mondo in cui la guerra costituisce - da oltre cinque anni - la quotidianità è, effettivamente, dilaniante.

red/lg